Coltivare il cappero, piccante bocciolo sotto sale

Capperis SpinosaColtivare il cappero: coltivare aromatiche con il tempo spesso diventa una profonda passione  e allora si cercano quelle più rare e difficili da coltivare.

Coltivare il cappero per esempio può essere facile ma può trasformarsi in una sfida.

Coltivare il cappero è il sogno di molti appassionati ed effettivamente questa aromatica può essere facile da tenere infatti se trova il luogo idoneo e se si radica bene abbisogna davvero di poche cure.

Il problema che spesso si pone all’appassionato che vuole coltivare il cappero e che questa aromatica è spesso capricciosa non ne vuole sapere di radicare e di crescere dove vorresti.

Poi quando ti sei già rassegnato a farne a meno scopri una sua piccola pianticella in una crepa quasi invisibile del muro  e non riesci a capire né come ci sia finita né tantomeno come riesca a vivere felice e beata lì.

Misteri del mondo vegetale 😉

Adesso visto che ho deciso in questo post che tratta di come coltivare le aromatiche di illuminarti sui misteri del  coltivare il cappero vado a fare luce su questa pianta bella e, per dirtela tutta, spesso di non facile coltivazione.

Prima però un po’ di storia…

 

Origini: 2700 anni di coltivazione

Era importante coltivare il cappero già presso gli antichi Sumeri ghiotti dei suoi piccanti boccioli, ne abbiamo riscontro in una tavoletta d’argilla risalente al 2700 a.C.

Semi di cappero, che sono stati ritrovati negli scavi archeologici di una cittadina in Iran,  risalgono ad oltre 5000 a.C. e anche nell’Antico Testamento si trovano dei riferimenti a questa aromatica.

Le sue antiche origini quindi si possono far risalire alle zone aride dell’Asia minore da dove si diffuse  lungo le coste di tutto il Mediterraneo.

Era noto come coltivare il cappero anche presso gli antichi Greci e gli antichi Romani che usavano i suoi boccioli in cucina,  le sue foglie e le sue radici per scopi medicinali.

Coltivare il cappero è facile in Sicilia dove, sin dall’antichità, è  famoso il cappero di Pantelleria che in questa isola ha trovato il suo habitat ideale sia per il clima  che per il terreno vulcanico.

Plinio autore e scienziato romano cita il cappero pantesco e nel 1600 Domenico Romoli in un suo famoso trattato culinario esalta le qualità dei capperi di Pantelleria come rinforzanti della milza e del fegato e esalta le loro virtù afrodisiache.

Il desiderio di coltivare il cappero è giunto sino a noi e come gli antichi anche noi apprezziamo il gusto intenso dei suoi boccioli.

Un’altra pianta di antichissima coltivazione è lo zafferano dalla quale si ricava una spezia che si trova nello stimma dei fiori.

Come i boccioli del cappero la coltivazione è lunga e la conservazione non è semplice non per nulla questa spezia così apprezzata è la più cara del mondo.

In suo onore ho creato un’opera dove la potrai scoprire in ogni dettaglio cliccando qui sotto questo banner

 

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Diffusione e descrizione di questa aromatica

Capperi su un muroLe sue antiche origini si possono far risalire alle zone aride dell’Asia minore da dove si diffuse  lungo le coste di tutto il Mediterraneo

Il suo nome scientifico è Capparis spinosa appartiene alla famiglia delle Capparidacee ed è diffuso nel centro e nel Sud d’Italia.

Ve ne sono di due varietà: una selvatica che prende il nome di Capparis spinosa, per la presenza di spine alla base del picciolo,

mentre l’altra varietà, che è quella coltivata, non ha spine e viene quindi chiamata “Capparis  inermis” da inerme, senza spine.

Se vuoi coltivare il cappero coltiva la varietà senza spine anche se entrambe le varietà hanno le stesse esigenze in fatto di clima e di coltivazione.

La varietà spinosa vegeta e  cresce in zone calde dove d’inverno non gela in Sicilia,  in Calabria, in  Puglia,  nel Lazio, in Toscana e in Liguria e si espande sul terreno.

L’altra, quella inermis, è presente nelle regioni d’Italia dove il gelo non è troppo prolungato e si trova nei muri, lungo le scarpate rocciose e più in generale insediata fra le pietre.

Il cappero si presenta come un arbusto perenne la cui altezza può variare da i 30 ai 50 cm.

Alcuni desiderano coltivare il cappero per il suo aspetto decorativo.

Infatti questa aromatica è formata da un cespo compatto dal quale si dipartono numerosi fusti ricadenti che legnosi alla base diventano erbacei all’estremità.

Sono ricoperti da foglie tondeggianti di un bel verde lucido e si ammantano di numerosi fiori molto profumati e appariscenti di colore bianco o rosato che sbocciano per tutta l’estate.

Cappero fioreLa vita del fiore è molto breve ed effimera, non dura che un solo giorno, ma la pianta  continua ad emetterne per tutta l’estate sino a tutto settembre se il clima si mantiene caldo e mite come è nel nostro Meridione.

Inoltre i fusti erbacei di questa aromatica si allungano per tutta l’estate ricoprendosi di fiori  e possono arrivare a ricoprire sino a  un metro e mezzo di terreno.

Quindi coltivare il cappero dà molta soddisfazione anche come pianta ornamentale perché vederlo ricadere con i suoi tralci fioriti da un muro o da un vaso sospeso è davvero bello.

 

Coltivazione, moltiplicazione e  potatura

Come ho già spiegato coltivare il cappero può non essere semplice perché questa pianta vuole precise condizioni di terreno e di clima per attecchire e svilupparsi.

Se lo si soddisfa la sua coltivazione è semplice altrimenti iniziano i guai….ma andiamo più nel dettaglio.

1) Il cappero non sopporta i ristagni idrici che fanno marcire il suo apparato radicale

2) il cappero non sopravvive se in inverno quando gela la terra in cui si trovano le sue radici è intrisa di acqua

3) il cappero vuole apporti nutritivi non abbondanti ma spesso

4)  il cappero per crescere rigoglioso e rapidamente  abbisogna di molta acqua

5)  il cappero costituisce una vera ghiottoneria per lumache di ogni tipo (con guscio e senza)

Se si soddisfano questi 5 punti coltivare il cappero diventa facilissimo un vero gioco da ragazzi….

In Sicilia per esempio col sole e il calore non ci sono ristagni idrici e quindi è facile coltivare il cappero. 

Per quanto riguarda l’esigenza di acqua il cappero, con le sue lunghe radici fittonanti e un apparato radicale minore molto vasto e fitto, riesce a penetrare in profondità nel terreno e ad approvvigionarsi dell’acqua che gli occorre.

Quindi la varietà che vegeta nell’Italia meridionale e centrale non ha bisogno di arrampicarsi sui muri può benissimo vivere bene strisciando sul terreno dove fra l’altro può beneficiare dell’umidità che deriva dal terreno stesso quando il clima si fa troppo rovente.

Capperi su un muroVediamo adesso  il perché è così difficile coltivare il cappero nell’Italia settentrionale e perché la varietà inermis si ostini a vivere sui muri magari a  parecchi metri di altezza dal suolo.

All’interno delle crepe dei muri si ha un’umidità costante ma difficilmente ristagni idrici, è difficile che l’acqua si fermi tra le pietre dei muri formando il ristagno specie se il muro è alto.

Per questo motivo molte piante di capperi pendono dai muri a parecchi metri di altezza da terra.

Inoltre le pietre dei muri stessi rilasciano calore quindi il clima è più stabile e caldo  e in queste condizioni questa aromatica può sopportare anche temperature rigide.

Con mio grande stupore ho ammirato piantine di cappero che pendevano in un luogo riparato ma esterno del muro del castello Sforzesco a Milano.

Rocca di Lugo e capperiA Lugo, cittadina in provincia di Ravenna, nelle fessure delle pareti della Rocca da secoli radicano spontaneamente numerose piante di capperi.

Quando durante l’estate ha luogo la fioritura le gemme dei fiori vengono raccolte e conservate sotto aceto secondo un’antica ricetta.

Si trova  traccia della coltivazione del cappero a Lugo sin dagli inizi del ‘900.

Oggi i preziosi vasetti con i capperi conservati vengono donati alle personalità che visitano questa ridente cittadina.

Spero con queste precisazioni di averti schiarito le idee riguardo alla coltivazione del cappero.

 

Come procedere per la coltivazione del cappero

Non ti consiglio la semina perché la sua germinazione è molto capricciosa, di semi ne germinano pochi e poi la germinazione è incerta e lenta.

Se vuoi procedere alla coltivazione del cappero senza acquistare piantine in vasetto, che spesso è la scelta migliore anche se è la più cara, puoi procedere prelevando talee semi-legnose in estate  facendole radicare in terriccio misto di torba e sabbia.

Passeranno l’inverno nel vaso al riparo in luogo luminoso ma non troppo caldo, ideale una serra fredda dove si ricoverano gli agrumi.

Se tutto è andato bene avrai  piantine di cappero attecchite dalla primavera successiva.

Per quanto riguarda la potatura prima della ripresa vegetativa, in primavera, pota con decisione i rami che hanno prodotto l’anno prima in quanto i fiori sbocciano sui nuovi getti.

 

Il cappero in vaso e in piena terra

Se vuoi coltivare il cappero  è molto più semplice acquistare piantine già accestite con la loro zolla di terra.

Se vuoi collocarle in vaso cura molto il drenaggio di quest’ultimo e    per quanto riguarda  il terreno mescola al terriccio universale il 33% di sabbia e il 33% di materiale drenante.

Dopo aver mischiato molto bene i vari componenti del terriccio pianta la piantina lasciando fuori dal terreno a filo terra il suo colletto.

Dopo aver annaffiato bene per dare acqua e assestare il terreno colloca il recipiente in luogo molto luminoso ma non in pieno sole.

Capperi su un muroColtivare aromatiche in genere non è difficile ma coltivare il cappero non è facile.

Il difficile è fare attecchire le piantine senza ingiallimenti e afflosciamenti vari.

Questa aromatica sta molto bene in vasi appesi dove con le sue fronde ricadenti e la sua profumata fioritura diviene molto decorativa.

Per la sua bellezza e per la bontà dei suoi boccioli vale la pena di coltivare il cappero  quindi non scoraggiarti e tenta vedrai che con le mie indicazioni e un po’ ti attenzione riuscirai nell’intento.

Un importante capitolo sul coltivare il cappero è quello dell’innaffiatura.

Non troppa se no marciscono le radici, non troppo poca perché se  la terra secca completamente specie nella delicata fase dell’attecchimento ci perdi la piantina nel giro di pochi giorni.

Se invece vuoi coltivare il cappero  in piena terra la riuscita o meno di questa operazione dipende molto dalla zona nella quale sei.

Se sei nell’Italia centrale o meridionale e il terreno dove vuoi metterlo ha un ottimo drenaggio ed è sul sabbioso, puoi collocare la piantina su una piccola scarpata assolata oppure fare una baulatura del terreno per lo sgrondo dell’acqua se vuoi coltivare il cappero in più di un esemplare.

Se possiedi un muretto, meglio se di pietre, e sei nell’Italia settentrionale ma in un luogo dove l’inverno non è troppo gelido, puoi collocare la piantina con la sua zolla di terra al’interno del muretto stesso.

Ponila in posizione soleggiata e riparata, annaffiala con cura, proteggila con un velo di tessuto non tessuto durante l’inverno e…spera.

 

Varietà

Cappero in piena terraNon vi sono molte varietà di questa aromatica che in alcune zone della Sicilia, nelle Isole Eolie di Salina e Pantelleria, viene coltivata in modo estensivo.

Qui coltivare il cappero è una antica tradizione e la varietà particolare che prospera in queste zone, la cultivar Nocellara, particolarmente pregiata e profumata può fregiarsi del raro riconoscimento di “Cappero di Pantelleria IGP”.

 

Come conservare i boccioli del cappero

Se vuoi coltivare il cappero non solo per la bellezza dei suoi fiori o per la pianta in sé ma anche per poter gustare i suoi boccioli bisogna che li raccolga piccoli, più piccoli e tondi sono più sono qualitativi, in ogni caso prima che si schiudano.

Visita spesso le tue piante di capperi da maggio a settembre per poter cogliere nel giusto momento i boccioli.

Si possono consumare anche i suoi semi immaturi che divengono delle bacche rosse a maturazione e che quando sono verdi vengono conservate sotto aceto per essere servite come antipasto.

CapperiColtivare il cappero significa anche conoscere le sue qualità organolettiche infatti questi piccoli boccioli hanno proprietà digestive e toniche.

I più pregiati sono quelli piccoli sotto sale che vengono impiegati in cucina per molti usi.

Prima di adoperarli mettili a bagno per pochi minuti in acqua fredda poi scolali e asciugali con carta assorbente.

Servono per insaporire le vivande, dare sapore alle insalate, sono molto adatti per insaporire carne e pesce.

Insomma avere a disposizione questi piccoli ma saporiti boccioli può fare la differenza fra un piatto con poco gusto e uno invece molto gustoso.

Un’avvertenza: appena raccolti i boccioli non hanno quel gusto deciso che acquistano solo con la conservazione sono infatti insipidi e piuttosto amari.

 

Conclusioni

Vale davvero la pena di coltivare questa aromatica un pò esigente che si fa perdonare con la bontà dei  suoi boccioli conservati e con la bellezza della sua fioritura.

Queste piante sono un elemento caratteristico e irrinunciabile di certi luoghi come per esempio i muri di Cagliari che spesso sono rivestiti di piante di cappero rigogliose che prosperano anche a grandi altezze.

A Selargius, popoloso centro non distante da Cagliari, coltivare il cappero è una antica tradizione.

Anticamente questa pianta veniva coltivata come pianta medicinale infatti con le sue radici e i rami si creavano dei decotti efficaci contro le vene varicose.

cesto sardoNella seconda metà dell’800 si iniziò a scoprire le virtù gastronomiche di questa pianta e le donne di Selargius portavano i capperi sino ai mercati di Cagliari trasportandoli sulla testa nelle “corbis” ampi cestini tipici appositamente creati per il trasporto del delicato prodotto.

La coltivazione fu poi abbandonata per la delicatezza della pianta e la difficoltà della raccolta infatti i piccoli boccioli sono raccolti a mano ad uno ad uno non c’è altro modo.

Recentemente alcuni coraggiosi e intraprendenti  giovani della zona cercano di riportare in auge una coltivazione antichissima e molto qualitativa e i primi successi fanno ben sperare.

Se sei in una zona vocata per questa coltivazione non farti mancare alcune piante di cappero che ti daranno boccioli dall’insuperabile gusto.

Spero di averti dato utili indicazioni sulla coltivazione del cappero un’aromatica così bella che a volte è un po’ difficile da coltivare.

Se poi vuoi scoprire quali aromatiche coltivo nel mio orto clicca qui sotto questo link per vedere il video post dove potrai ammirarle e ascoltare dalla mia viva voce tante utili notizie su di loro

Aromatiche: svelati tutti i loro segreti

Adesso non mi resta che inviarti un dolce affettuoso saluto da

mia-firma

Comments (6)

  1. Massimo Orlando 7 febbraio 2014
  2. Alfredo Manfrini 3 aprile 2014
  3. Giovanni Trapani 24 settembre 2014
    • Riccarda 5 ottobre 2014
  4. Andrea Stucchi 9 ottobre 2014
    • Riccarda 19 ottobre 2014

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