La noce moscata fra le spezie ha la storia più sanguinosa

noce moscataLa noce moscata, una fra le spezie più apprezzate, è originaria delle Molucche, un gruppo di isole dell’Indonesia bagnate dalle onde dell’Oceano Pacifico, che nascondono più di un tesoro.

La noce moscata è il seme di un  imponente albero sempreverde che, caso unico fra le spezie, produce due spezie entrambe apprezzate ma ben distinte: la noce moscata e il macis una guaina di colore rosso che avvolge il seme che costituisce la spezia più nota la noce moscata.

La noce moscata è originaria di queste isole incantate dove ancor oggi cresce non solo coltivata maanche allo stato selvatico nelle foreste tropicali tipiche di queste isole.

Le Isole Molucche sono state un territorio molto ambito e il fatto che vi crescessero delle spezie così desiderate e rare ha scatenato l’avidità e la ferocia  degli invasori europei.

Dette anche “Isole delle Spezie” fanno parte del più vasto arcipelago malese e  l’aria tropicale che le avvolge è carica degli inebrianti profumi delle spezie che liberamente prosperano su queste lontane isole.

Una spezia che comunemente vi si può trovare produce i richiesti chiodi di garofano, di cui ho già parlato in un altro post, mentre un’altra spezia, la noce moscata, ugualmente nota costituisce  l’argomento di questo  articolo.

Un tempo la pianta che produceva tale spezia ambita e rara cresceva solo alle Molucche quindi in una zona ristretta e lontana difficilmente raggiungibile dagli europei.

Non esiste un’altra spezia che si avvicini al profumo e al sapore della noce moscata con il suo profumo caratteristico e il suo gusto dolce e intenso.

Soprattutto in passato la noce moscata era ricercata per le sue qualità officinali. In Oriente è da sempre apprezzata come medicina ottima per curare svariati malanni fra i quali i disturbi digestivi ma è tenuta in gran conto  anche come afrodisiaco.

In Occidente si diffuse la sua fama di rimedio ottimo per molte  malattie  e si scoprì il suo potere narcotico.

Ti invito quindi a leggere questo articolo e a scoprire una spezia che ha scatenato tante torbide passioni ma che è stata anche utile a tante persone.

Un’altra spezia con una lunga storia è chiamata chiodi di garofano e anche questa come la noce moscata è ottima non solo in cucina.

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Origini 

noce moscataLe origini della pianta tropicale dalla quale deriva la noce moscata e il macis si trovano in una zona molto ristretta delle isole delle Molucche vale a dire nelle isole Banda una decina di isolette vulcaniche distanti circa 2000 km ad est dell’isola di Giava.

Sino al XIX secolo queste isole remote sono state l’unica area di produzione della noce moscata.

Questa preziosa spezia era già nota ai mercanti arabi nel periodo medioevale ma essi custodirono per secoli la fonte di approvvigionamento di un tale tesoro quindi nessun europeo sapeva dove si rifornissero della spezia.

In India e nel Medio Oriente sin dal  700 a.C.   le proprietà della noce moscata erano conosciute ed apprezzate sia in cucina che in medicina.

I medici arabi usavano la noce moscata come spezia officinale fin dal VII secolo e si sono trovati scritti che provano questo uso.

La noce moscata inizia ad essere conosciuta in Europa durante la conquista araba attorno al 1300.

Non si sa se la fecero conoscere gli Arabi durante la loro conquista oppure fu portata nei paesi europei dai crociati che ritornavano dal Medio Oriente.

Tuttavia anche se era  conosciuta già nel periodo medioevale la noce moscata rimaneva una spezia rara e di difficile reperimento dal costo molto elevato e soprattutto nessun europeo sapeva dove venisse prodotta.

Tutto questo mistero fini il giorno che il navigatore portoghese Antonio de Abreu sbarcò sulle isole Banda nel 1512: finalmente anche gli europei sapevano dove si produceva la noce moscata.

I portoghesi si istallarono sulle isole ma queste erano ambite anche dagli Olandesi e dagli Inglesi perchè tutti volevano impossessarsi del commercio esclusivo della preziosa spezia.

Iniziò così un periodo di lotte sanguinose ma anche di improvvise e grandi fortune  che videro come principale protagonista l’ambita spezia: la noce moscata.

Ci volle più di un secolo perché gli olandesi riuscissero ad impossessarsi delle isole strappandole ai portoghesi.

Ci riuscirono nel 1621 e una delle motivazioni principali di tale conquista fu il controllo della produzione della noce moscata e del macis.

A quel tempo la noce moscata era mantenuta ad un alto prezzo in Europa da una accorta manipolazione del mercato ed era una merce preziosa non solo per i mercati europei ma anche per i mercati indiani e dell’Oriente che ne  chiedevano in quantità.

Nel ‘600 la noce moscata era così preziosa da essere stimata come l’oro.

Veniva considerata un potentissimo medicinale capace di curare molte malattie compresa la peste ed era un lusso che solo le persone nobili e quelle più ricche potevano permettersi.

Gli Olandesi preso possesso delle isole Banda non esitarono a scacciarne e a rendere schiavi gli abitanti tutto in nome della preziosa spezia.

Molti indigeni  furono uccisi  o deportati  a causa del monopolio di questa spezia così preziosa.

noce moscata

Nel 1700 divenne così di moda la noce moscata che in Inghilterra i giovani ricchi e nobili portavano con sé una noce moscata e una piccola grattugia ornamentale d’argento, di legno o di osso per insaporire sul momento, con una piccola grattata della costosa spezia, cibi e bevande in particolar modo il vin brulè.

Per  lungo tempo gli olandesi ebbero il monopolio della noce moscata sin quando gli Inglesi nel 1796 riuscirono ad impossessarsi delle ambite isole e quindi poterono mettere le mani non solo sulla spezia ma anche sulla pianta che la produceva.

Portarono subito le preziose piante altrove nei Caraibi e precisamente  nell’isola di Grenada stabilmente sotto il dominio dell’Impero Britannico.

Ancora oggi le Molucche e Grenada costituiscono le due aree che producono la maggior parte della fornitura mondiale di noce moscata.

A Grenada la coltivazione e il commercio di questa spezia hanno assunto una tale importanza che sulla sua bandiera è raffigurata una piccola noce moscata.

Ai giorni nostri la coltivazione dell’albero che produce la noce moscata è diffusa in diverse altre aree tropicali  in Cina, a Taiwan, a Kerala in India e nel Sud America.

 

Descrizione

La noce moscata è il seme di una pianta tropicale che appartiene alla Famiglia delle Myristicacee al genere Myristica e come nome scientifico  porta quello di Myristica fragrans perché non solo il frutto ma anche le sue foglie  se strofinate profumano intensamente.

Questa pianta è un grande albero tropicale sempreverde che può raggiungere l’altezza di 10 metri e più con una corteccia grigio-verde scuro che se tagliata produce un succo giallo che all’aria si ossida diventando di colore rosso.

Fittamente ramificato possiede un folto fogliame  con grandi foglie  ovali e appuntite di un colore verde scuro disposte alternativamente e portate da un lungo picciolo.

Questa pianta è una pianta dioica vale a dire che vi sono piante maschili che portano solo fiori con polline maschile,   quindi non danno frutti, e piante femminili con fiori che invece si trasformano, una volta fecondati dal polline maschile, in frutti.

I fiori maschili   nascono a gruppi, da 3 sino a 10, all’ascella delle foglie sono piccoli, carnosi, a forma di campana e di un colore giallo pallido.

noce moscataI fiori femminili più grandi sono in gruppi più piccoli di due o di tre a volte singoli dello stesso colore e forma di quelli maschili.

Il frutto è simile a una prugna con buccia liscia di colore giallo pallido a maturazione e con una polpa carnosa e aspra impiegata per fare ottime marmellate dal sapore e dal profumo di noce moscata.

La forma del frutto può essere ovoidale oppure più allungato a seconda delle varietà.

Quando il frutto è maturo una profonda spaccatura evidenzia il suo seme, la noce moscata, con la guaina rossa che la avvolge detta arillo   che  dà origine alla spezia chiamata macis.

Questo seme è un grosso seme lucido di forma ovoidale di colore viola-marrone che inizialmente morbido diviene di consistenza legnosa seccandosi.

Il seme della noce moscata possiede un duro e legnoso guscio esterno  e racchiusa in questo guscio vi è la spezia cioè il seme che costituisce la noce moscata propriamente detta.

 

Coltivare la noce moscata

Questa è una coltivazione che può essere condotta con successo solo in ristrette aree tropicali.

Questi alberi per crescere rigogliosi e dare frutti abbisognano di terreni fertili, ricchi di sostanza organica ma molto ben drenati.

La Myristica fragrans predilige i suoli vulcanici come quelli delle isole native perché  il terreno  vulcanico è ricco di sostanze minerali e ha una  struttura molto leggera.

Queste piante preferiscono i luoghi soleggiati e soffrono se la temperatura si abbassa al di sotto dei 12° C. Oltre ad una elevata temperatura tutto l’anno abbisognano di una forte umidità tipica delle zone tropicali raggiunte dai monsoni.

Le innaffiature devono essere numerose ma non troppo abbondanti il terreno deve rimanere umido ma non essere inzuppato d’acqua perché le radici sono sensibili ai marciumi.

La concimazione viene effettuata prima dell’impianto e annualmente apportando letame maturo.

La propagazione della Myristica fragrans può avvenire per seme ma si preferisce riprodurla per talee perché in questo modo è possibile sapere subito se la pianta riprodotta è femminile o maschile.

noce moscataNelle piantagioni si mette una pianta maschile ogni 10 piante femminili ecco perché è importante sapere subito il sesso della pianta che altrimenti viene scoperto solo alla sua fioritura.

Per quanto riguarda l’impollinazione di questo albero le opinioni sono discordi.

Alcuni esperti indiani affermano che il principale  impollinatore di Myristica fragrans è un coleottero chiamato Formicomus braminus che volando la notte trasporta il polline dei fiori maschili sul polline femminile degli alberi femmina.

Si ipotizza che anche il vento possa avere un ruolo importante nell’impollinazione di questa pianta.

Come che sia è difficile avere certezze ma da  sempre c’è una stretta relazione fra le piante e gli animali che hanno il ruolo di impollinatori a volte solo di  determinate specie.

I mesi più attivi per la riproduzione della Myristica fragrans sono quelli da novembre a gennaio mesi che seguono la stagione dei monsoni.

Invece per quanto riguarda la raccolta l’alta stagione va da dicembre a maggio.

Essendo un albero tropicale la Myristica fragrans porta contemporaneamente fiori e frutti in diversi stadi di maturazione in tutte le stagioni anche se i picchi si hanno nei mesi che ho indicato.

Se questa pianta è propagata da seme impiega circa 15 anni per dare frutto invece con le talee l’entrata in produzione è più veloce solo dai 7 ai 9 anni.

La lunga attesa è ripagata da una grande produzione di noci moscate da 1500 a 2000 l’anno per più di 70 anni.

La Myristica fragrans è un albero molto longevo produce tranquillamente sino a 90 anni di età e non sono rari gli esemplari che passano il secolo.

I frutti  di questo albero tropicale vengono raccolti anche 3 volte l’anno se le condizioni climatiche sono favorevoli.

Sono pronti per la raccolta quando la buccia vira dal verde al giallo e si apre in due parti lasciando scoperta la guaina rossa che racchiude il seme.

La raccolta si esegue manualmente e con lunghe canne di bambù che portano un  contenitore attaccato in cima in Indonesia questo bastone è chiamato gai-gai.

Appena raccolto il frutto il seme viene separato dalla polpa e dall’arillo che costituirà l’altra spezia il macis.

noce moscataIl seme con il suo involucro legnoso viene lasciato  seccare per circa due mesi dopo di che il suo guscio viene rotto e il seme, cioè la noce moscata, è pronta  per la vendita.

Il seme che costituisce la spezia ha forma ovale la sua superficie è rugosa di colore grigio marrone il suo  interno è duro ma di colore più chiaro.

Anche l’arillo, che assomiglia ad una reticella carnosa di colore rosso vivo, viene fatto seccare.

Con questo procedimento il suo colore da rosso si trasforma in un colore bruno arancio diventando così la spezia chiamata macis.

Più il suo colore tende all’arancione più la sua qualità è pregiata. Il macis ha un profumo e un sapore meno forte e più delicato di quello della noce moscata.

In Europa è una spezia meno nota anche se di alta qualità e con ottime proprietà.  

 

Proprietà della noce moscata e del macis

La noce moscata è composta  per il 45-60% di cellulosa,  per il 24% di oli fissi  e  per un 10% e più di oli volatili.

Il componente  più importante della noce moscata è l’olio essenziale  mentre l’olio fisso o “burro” dà origine a una sostanza cerosa di colore arancione che ha dimostrato di avere effetti sedativi.

Le più importanti sostanze contenute nell’olio della noce moscata sono la miristicina un olio volatile altamente benefico  ma che preso a dosi molto elevate ha il potere di provocare effetti allucinogeni, l’eugenolo che ha un effetto rilassante e calmante, il geraniolo e la canfora.

Non per nulla la noce moscata è da secoli  considerata un’importante medicina nella cultura asiatica.

Sono davvero tante le sue applicazioni in questo campo e qui mi limiterò ad accennare alle più importanti.

Studi medici eseguiti  da ricercatori indiani hanno appurato come questa spezia riduca i valori totali del colesterolo alto.

La noce moscata allevia i sintomi dell’ansia e della depressione e favorisce il sonno.

Gli abitanti delle Molucche mescolano un poco di polvere di noce moscata nel latte e danno questa bevanda ai bambini per favorirne il sonno.

Questa spezia è universalmente usata come digestivo sia in Asia che in Europa aiuta anche nel caso di dolori di stomaco e gas intestinali.

Per quanto riguarda l’aiuto della noce moscata sulle forme di diarrea nell’ambito di uno studio condotto da ricercatori brasiliani  la miristicina, un componente dell’olio della noce moscata,  ha eliminato 80% dei rotavirus che sono la causa virale più comune della diarrea.

noce moscataIn India da secoli questa spezia è considerata un afrodisiaco e un gruppo di ricercatori indiani ha constatato la verità di questa tradizione.

Per quanto riguarda la fama di narcotico della noce moscata non si tratta di una diceria perché effettivamente la miristicina e altri componenti di questo seme se presi a dosi elevate hanno effetti narcotici.

Tuttavia è assolutamente sconsigliato farne la prova perchè gli effetti collaterali sarebbero molto pesanti nausea, vomito, tachicardia sino a casi di vero e proprio avvelenamento.

La noce moscata  se usata nelle piccole dosi impiegate in cucina ha un effetto benefico altrettanto sicuro.

Per quanto riguarda l’altra spezia estratta dall’albero Myristica fragrans, il macis, questa è una spezia con un alto potere nutritivo che contiene l’olio essenziale ma in misura minore  rispetto al seme e racchiude anche fibre e proteine.

Il macis è indicato per il trattamento delle infiammazioni della vescica e del tratto urinario.

Fortemente digestivo aumenta l’appetito e aiuta a ridurre la nausea.

E’  usato anche per fermare le forme di diarrea.

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La noce moscata in cucina

Potrei scrivere un grosso libro solo svelando come viene impiegata la noce moscata in cucina nelle  ricette regionali dei vari paesi del mondo.

Mi limiterò a dire che negli Stati Uniti e in Inghilterra viene adoperata in genere per aromatizzare bevande e preparazioni dolci come budini e creme.

In Francia l’apprezzamento di questa spezia risale a diversi secoli fa quando alcuni alberi contrabbandati dalle “Isole delle spezie” attecchirono nelle colonie tropicali francesi.

La noce moscata da quel momento venne venduta  in Francia ad un prezzo più abbordabile.

Irrinunciabile nelle patate al gratin contribuisce con  una nota briosa ad arricchire la salsa “bèchamel”.

noce moscataIn Germania è una spezia usata comunemente per vivacizzare patate, pasticci di carne e minestre di pollo.

In Italia viene aggiunta nei dolci e tradizionalmente nei ripieni di carne, formaggio o spinaci usati per ravioli, cannelloni e tortellini.

La noce moscata è  una delle più utilizzate spezie nei paesi tropicali.

Nei Caraibi, uno dei luoghi principali di produzione di questa spezia, viene impiegata per moltissime preparazioni culinarie come dolci, salse, carni e entra in molte miscele di spezie.

Nel Medio Oriente è indispensabile per certi tipi di carni come l’agnello e fa parte di miscele di spezie  come succede in Marocco.

L’India coltiva una particolare varietà di Myristica fragrans che dona una noce moscata che contiene più oli volatili e quindi è più  saporita e profumata rispetto alle noci moscate  indonesiane e grenadine.

Nella cucina indiana viene largamente usata per insaporire bevande, carni, verdure ed è un importante ingrediente del mix di spezie indiano chiamato “gran masala”

Un’altra pianta, questa volta si tratta di un’aromatica, è ottima per insaporire in cucina le vivande dolci.

Si tratta dell’erba limoncina e in questo articolo potrai leggere non solo tante utili notizie su di lei ma vedrai anche un video dove illustro la mia pianta di erba limoncina

Aromatiche poco coltivate: l’erba limoncina

 

Conclusioni

noce moscataIl suo aroma inconfondibile fa della noce moscata una spezia che non può mancare in cucina.

Non sotto forma di polvere però perché rapidamente una volta grattugiata perde profumo, qualità e sapore.

Per usarla al meglio occorre acquistare la noce intera e grattugiarne un poco al momento magari con l’apposita piccola grattugia che dovrebbe venir impiegata solo per questo scopo.

Il suo particolare aroma, un raffinato mix di dolce e piccante, la tende particolarmente apprezzata in cucina dove insaporisce sia piatti dolci che piatti salati.

Torte alle mele, biscotti, dessert al formaggio sono prelibatezze incomplete senza un poco di noce moscata.

Questa spezia esalta i piatti a base di uova e formaggio ma è ottima per insaporire salse e verdure come i cavolini di Bruxelles.

Ti voglio confessare che la noce moscata è una delle mie spezie preferite e non manca mai nella mia cucina il duro seme con la sua piccola grattugia.

Trovo che sia insuperabile nella besciamella ma insaporisce, dandogli un tocco in più, anche il purè di patate.

Per quanto riguarda il macis mi è accaduto di assaggiare un dolce indiano che lo conteneva ma non l’ho mai provato.

noce moscataSo che in cucina ha gli stessi usi della noce moscata  perchè  possiede un profumo intenso e un sapore aromatico simile a quello della spezia da noi più nota ma risulta più caldo, dolce e penetrante.

Prima di finire questo articolo voglio darti un avvertimento: attenzione ad acquistare la polvere di noce moscata.

Non solo la spezia perde molto ma è possibile incorrere, se non si acquista un prodotto di qualità, nelle adulterazioni.

Infatti vi sono alberi tropicali che producono “false noci moscate” che possono essere mescolate in polvere a quella vera formando un prodotto molto meno qualitativo.

Quindi ti consiglio di tenere a portata di mano il seme  intero di noce moscata che sprigionerà  il suo profumo inebriante e  il suo gusto unico quando lo gratterai al momento sulle vivande.

Questo post un po’ lunghetto è giunto al termine spero di averti illuminato su questa spezia così apprezzata come la noce moscata   che pochi conoscono in tutte le sue grandi potenzialità.

A questo punto non mi resta che inviarti

Un dolce affettuoso saluto da

firma riccarda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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