La coltivazione del sesamo: un piccolo benefico seme

coltivazione del sesamoLa coltivazione del sesamo   è una pratica antica e si ritiene che, fra le spezie, il sesamo sia stata una delle prime piante che l’umanità abbia coltivato  per estrarre dai suoi piccoli semi l’olio.

La coltivazione del sesamo viene attuata ancora oggi per estrarre dai suoi semi l’olio, un olio pregiato altamente stabile che non irrancidisce in presenza di freddo o di umidità.

Si ritiene che la coltivazione del sesamo sia la più antica coltivazione di semi oleosi dell’umanità.

Il sesamo è una spezia coltivata in Medio Oriente da migliaia di anni come testimoniano il ritrovamento di molti antichi torchi che servivano per macinare i piccoli semi e per estrarne l’olio.

Ma il sesamo è famoso anche nella letteratura mediorientale ed è diventata celebre la frase “apriti sesamo!” nel racconto “Ali Babà e i 40 ladroni”  dal libro “Le mille e una notte”.

Oggi questi piccoli semi vengono usati, come migliaia di anni fa, per guarnire focaccine,  panini, grissini e per insaporire barrette dolci  rese più gustose dai semi di sesamo.

Nel Medio Oriente sono numerose le ricette che insegnano a preparare una pasta al sesamo per   arricchire dolci e anche secondi piatti.

La tahina è una pasta di semi di sesamo tostati e macinati chiamata anche burro di sesamo o  crema di sesamo e ha un sapore che ricorda quello delle noci.

E’ diffusa in tutto il Nord Africa, in Turchia e in Grecia e serve da  condimento   per numerose pietanze come i Falafel, polpette fatte con la pasta di ceci e di fave, ma si sposa bene anche con alcune carni come quella di agnello.

Per quanto riguarda la pianta che produce questi preziosi semi  è semplice da coltivare ed è possibile la coltivazione del sesamo anche alle nostre latitudini specie nell’Italia meridionale.

E’ una pianta rustica che si adatta a condizioni difficili come la siccità, il calore e il vento tipiche delle regioni aride e assolate dalle quali proviene.

Eppure è una pianta bella, che sta bene anche in vaso, con delicati fiori bianchi e tanti baccelli dai quali dovrai raccogliere, armandoti di pazienza, i piccolissimi semi.

A proposito di fiori lo sai che c’è una nota spezia che è formata dai boccioli seccati di una pianta tropicale chiamata Eugenia caryophyllata?

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Il mistero delle origini della pianta del sesamo

coltivazione del sesamoSono  tante le varietà selvatiche di questa pianta antica che numerose prosperano ancora oggi nelle zone semidesertiche dell’Africa e dell’India.

La maggior parte delle specie selvatiche  si trovano nell’Africa sub-sahariana.

Nelle rovine dell’antica Babilonia scavi archeologici hanno  trovato resti carbonizzati di semi di sesamo datati 4000 anni fa.

Gli Egizi conoscevano questi semi e nel famoso “Papiro di Ebers” di 3600 anni a.C. i semi del sesamo sono citati nella lista delle droghe medicinali.

Reperti archeologici nella zona dell’odierna Turchia hanno accertato che questo seme veniva usato per estrarne l’olio  già nel 2750 a.C.

Dopo tutto è lecito pensare che sia stato il Medio Oriente la patria di questa pianta dalla quale si ricavano questi piccolissimi e preziosi semi.

Ma non è così certo.

Infatti le prime notizie certe sulla coltivazione del sesamo, della varietà che viene ancora oggi  diffusamente  coltivata, il sesamo Indicum, provengono da  antichi testi indiani datati intorno al 1600 a. C. ma il piccolo seme veniva  usato in quelle zone da molto più tempo.

Alcuni studiosi ritengono che dalla Mesopotamia, attorno all’anno 2000 a.C., il sesamo  sia giunto in India e qui la selezione prodotta dall’uomo abbia creato quelle varietà domestiche che  vengono  coltivate ancora oggi.

Altri esperti invece pensano che sia stata l’Asia, e in special modo la Cina, a iniziare prima ad usare e poi  a coltivare il sesamo.

Forse la verità sta nel mezzo: vale a dire che, indipendentemente, si è iniziato a impiegare questi semi così benefici sia in Asia che nell’Africa occidentale e che poi, con gli scambi commerciali,   la  coltivazione del sesamo si è estesa.

Questi piccolissimi semi erano apprezzati anche dagli antichi romani che li inserivano nella pasta del pane e come guarnizione per focacce e dolci.

I soldati romani, per acquistare maggiore energia e forza fisica, mangiavano semi di sesamo e miele.

Plinio, famoso medico e scienziato romano, consigliava i semi di sesamo contro il vomito e la dissenteria.

Nel Medioevo, con le invasioni barbariche, in Europa i frequenti e fiorenti scambi commerciali si interruppero e le spezie, fra le quali vi è anche il sesamo, divennero così rare da essere  usate solo presso la nobiltà e le più ricche famiglie dell’epoca.

Nel Rinascimento invece le spezie ritornarono in auge, impiegate per conservare ed insaporire i cibi, e si riprese ad usare il sesamo non solo per ricavarne olio ma anche per rendere più gustosi pani, dolci e focacce.

Nel 1600 anche l’America conobbe le virtù di questo piccolo seme che venne portato nel Nuovo Continente dagli schiavi africani e non tardò a diffondersi presso la popolazione.

In Sicilia la coltivazione del sesamo  giunse durante la dominazione araba (827-1072) e quindi questa coltura vanta una lunga tradizione storica in special modo nelle provincie di Agrigento, Ragusa, Palermo e Trapani.

Oggi la coltivazione del sesamo in Italia è  meno frequente rispetto agli anni ’60-’70 del secolo scorso quando in Sicilia erano parecchi gli ettari coltivati con questa spezia.

Ultimamente si è cercato di rilanciare questa coltivazione in Sicilia e in Calabria ma non è facile trovare varietà che si adattino così bene a questi territori al punto da fornire una buona resa.

Al giorno d’oggi i maggiori produttori di sesamo sono la Birmania, l’India e la Cina che insieme  rappresentano il 50% della produzione mondiale di sesamo.

Il più grande importatore a livello mondiale di sesamo è il Giappone dove l’olio di sesamo è una importante componente della cucina giapponese.

 

 Descrizione del sesamo: fiori delicati e minuscoli semi

coltivazione del sesamoLa pianta del sesamo appartiene alla  famiglia delle Pedaliacee e ha il nome scientifico di Sesamum indicum.

Si tratta di una pianta erbacea annuale, con una radice a fittone e un fusto che può raggiungere il metro di altezza, eretto, peloso, semplice o ramificato.

Le sue foglie sono lunghe, lanceolate e opposte, quelle basali più larghe e con un lungo picciolo, quelle apicali più strette e con un picciolo più corto.

I fiori sbocciano all’ascella delle foglie, sono singoli o riuniti in gruppi di 3, grandi, tubolari, di colore bianco ma in alcune varietà possono essere di colore rosa più o meno scuro.

Si trasformano in frutti che sono delle  capsule allungate che da immature sono verdi per poi  diventare di colore bruno scuro  a  maturità.

Ciascuna capsula contiene dei piccoli semi molto leggeri, da 50 a 80, di forma schiacciata e con un apice appuntito.

Il colore dei semi varia a seconda della varietà, vi sono cultivar che hanno semi neri, altre che hanno semi rossicci o gialli ma le più pregiate sono  le varietà che li producono bianchi.

A maturazione le capsule si aprono disperdendo così i piccoli e leggeri semi.

L’inizio della fioritura è influenzata dalla lunghezza delle ore di luce (fotoperiodo).

In genere la pianta del sesamo fiorisce quando le  ore di luce diventano 10 tuttavia questo vegetale è coltivato da così tanto tempo, e in territori così differenti fra di loro, che le varie cultivar si sono adattate alle varie zone e quindi anche  alle specifiche lunghezze del giorno.

 

La coltivazione del sesamo: un’annuale non difficile

coltivazione del sesamoIl sesamo in pieno campo in Italia può essere coltivato solo nel Meridione, nella zona degli agrumi, perché richiede elevate e costanti temperature, teme il freddo e soffre se la temperatura si abbassa oltre i 10° C.

Non è particolarmente esigente per quanto riguarda il terreno vanno bene sia i terreni neutri, che quelli leggermente acidi o alcalini invece vuole un buon drenaggio perché il suo ampio apparato radicale soffre in presenza di terreno umido.

Per ottenere un’alta resa però  occorre  un terreno fertile, asciutto, profondo e con un pH neutro.

A causa della piccola dimensione del seme occorre prestare un’attenzione particolare al letto di semina che dev’essere ben lavorato, livellato con cura e particolarmente fine.

Si semina in marzo aprile e dopo 20-25 giorni dalla semina, quando le piantine sono alte dai 15 ai 20 cm, si diradano lasciando dai 25 ai 30 cm sulla fila.

Inizialmente la crescita delle piantine è lenta e in questa fase è molto importante non far mancare un giusto apporto idrico.

E’ importante eliminare le malerbe che sottraggono nutrimento e luce alle delicate piantine.

Per ottenere piante sane e un raccolto abbondante la temperatura ottimale deve essere tra i 27 e i 33° C.

Il sesamo è una coltura arido resistente capace di superare, una volta passata la delicata fase della nascita e crescita, stress idrici che ucciderebbero molte altre coltivazioni.

Tuttavia un’abbondante fruttificazione si ottiene irrigando regolarmente le piante e con un’adeguata umidità atmosferica.

A fine estate, all’ingiallimento delle foglie ma prima che le capsule siano completamente mature, si sradicano le piante che vengono riunite a mazzi e fatte seccare al sole situate a testa in giù sopra un telone.

Le capsule che si aprono lasciano così cadere i semi sopra al telone.

Per accelerare questa raccolta si scuotono i mazzi più volte sino a che non siano caduti tutti i semi.

Nella coltivazione del sesamo intensiva per la raccolta si usa una mietitrebbiatrice opportunamente regolata.

 

La coltivazione del sesamo in vaso

 coltivazione del sesamoLa coltivazione del sesamo in vaso non è difficile ed è un vero peccato che non si semini maggiormente questa spezia dalle tante qualità e dal gusto delizioso.

Importante è reperire semi che germinino perché spesso quelli che si acquistano per alimentazione sono tostati quindi non possono germinare.

Semina in primavera quando le temperature anche notturne non scendono sotto i 15° C  altrimenti puoi seminare prima ma in semenzaio riscaldato.

Non disperare se il germogliamento e la prima crescita sono lente è normale con il sesamo.

Quando le piantine avranno raggiunto circa i 15 cm di altezza e avranno emesso le prime 4 foglioline vere puoi procedere al trapianto.

Metti una sola piantina per vaso in un  contenitore della capienza di circa 10 litri (30 cm di diametro per 40 cm di altezza).

Colloca il contenitore in un luogo riparato e al sole non facendo però mancare l’acqua alla tua piantina.

Cura molto bene il drenaggio del vaso, questa pianta non tollera i ristagni idrici che fanno ingiallire ed ammalare le sue foglie.

Se le cure saranno state attente e assidue all’inizio dell’estate avrai il piacere di veder spuntare, all’ascella delle foglie, numerosi fiori tubolari  che costituiranno una attrazione irresistibile per gli insetti impollinatori.

Questa appariscente fioritura si protrae per più di un mese garantendo uno spettacolo floreale non inferiore a quello che offrono le ornamentali da fiore.

Dai fiori si originano i frutti, piccole capsule bivalve che contengono i semi.

A fine estate quando inizi a notare che le foglie  ingialliscono e che le capsule iniziano a prendere un colore scuro, è il momento della raccolta dei semi.

Ti consiglio di non appendere a testa in giù tutta la pianta ma di raccogliere solo i baccelli che metterai sopra una retina munita di maglie così grosse da permettere ai semi di passare, sotto la  retina metterai un telo per raccogliere i semi.

Collocherai il tutto in un posto riparato, areato e ben luminoso per permettere l’apertura delle capsule.

Ogni giorno avrai cura di vedere quante capsule si sono aperte e potrai raccogliere i semi che ancora non sono riusciti ad uscire dalla capsula.

Avrai così la soddisfazione di raccogliere i piccoli semi  che derivano dalla coltivazione del sesamo che avrai curato sul tuo balcone.

coltivazione del sesamoPer una migliore conservazione ti consiglio di procedere con una lieve tostatura.

Metti sul fuoco una padella antiaderente e quando è calda metti i semi, senza mettere nessun  grasso, quindi alza  la fiamma mescolando sempre con un cucchiaio di legno i semi.

Quando senti un buon profumo e vedi che hanno preso un colore più scuro spegni il gas e lasciali raffreddare prima di riporli in un recipiente di vetro al riparo dalla luce.

L’intero procedimento non dovrebbe durare più di qualche minuto.

 

Le 5 qualità principali dei semi del sesamo

I semi di sesamo si dividono in due grandi gruppi a seconda del loro colore: il sesamo bianco che ha un colore bianco o lievemente giallino, e il sesamo nero che ha i semi di un nero intenso.

Il colore dei semi dipende dalle differenti varietà ma per cucinare e per guarnire in  Italia, e in genere nei paesi europei, si usa il sesamo bianco di sapore più delicato e meno oleoso del sesamo nero.

Il sesamo nero è usato in Asia non solo in cucina ma soprattutto per preparazioni benefiche per il corpo e la salute perché possiede proprietà nutritive e curative simili a quello bianco ma in misura maggiore.

In Cina, per esempio, si usa il sesamo bianco in cucina e quello nero per curare e prevenire.

semi-sesamo 3Nei piccoli semi di sesamo è racchiusa una grande riserva di energia.

Sono molto calorici, 600 calorie per 100 g., a causa dell’elevato contenuto in proteine, il 18%, di grassi, il 50%, e di carboidrati, il 20%, inoltre racchiudono numerosi minerali e vitamine.

Sono ricchissimi di minerali fra i quali spicca il calcio, i semi di sesamo sono infatti una delle principali fonti vegetali  di calcio.

Ma contengono anche abbondanti quantità di magnesio, di fosforo, di potassio, di selenio e di ferro.

Per quanto riguarda le vitamine sono un’ottima fonte di vitamine del gruppo B e di vitamina E.

Questi semi sono ricchi di   acido oleico che contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue,   e di acido linoleuco, precursore degli importanti grassi omega 6, molto importanti per la salute della pelle e per prevenire le malattie cardiocircolatorie.

Inoltre questi semi aiutano a controllare la pressione sanguigna e stimolano la circolazione con beneficio per tutto il sistema circolatorio.

Ai semi di sesamo sono state attribuite forti proprietà antiossidanti così utili per contrastare i radicali liberi e per rallentare i processi di invecchiamento.

Anche il sistema immunitario e il fegato beneficiano dell’assunzione di questi piccoli semi perché ricchi di sostanze minerali e di antiossidanti.

Chi ha difficoltà intestinali non dovrebbe farsi mancare questi semi  sono ricchi di fibre e aiutano a regolarizzare la mobilità intestinale in caso di stitichezza.

I semi di sesamo, ricchissimi di calcio, non  dovrebbero mancare:

-in menopausa perché contribuiscono a prevenire l’osteoporosi,

– dopo il parto per integrare i liquidi persi e alleviare la fatica

-durante il delicato periodo dell’allattamento per la grande quantità di calcio che occorre al corpo per produrre il latte

– nelle persone che sono allergiche al lattosio come una valida alternativa per assorbire il calcio

-per le persone deboli o convalescenti per la grande quantità di minerali, vitamine e altre sostanze utili che  contengono.

Gran parte del sesamo coltivato viene trasformato in olio di sesamo comunemente usato specialmente nei paesi asiatici.

L’olio di semi di sesamo ha le stesse proprietà del seme ma in modo più accentuato.

E’ un olio leggero, altamente stabile, praticamente inodore  e non irrancidisce quindi ha una   durata più  lunga di quella dell’olio d’oliva.

Viene usato nella cucina asiatica come condimento a freddo per accentuare il sapore di verdure o di pesce e viene inserito anche in alcune salse tipiche.

 coltivazione del sesamoQuest’olio benefico viene impiegato non solo in cucina ma anche  per trattamenti emollienti  della pelle, per massaggi energizzanti e per ammorbidire le zone ruvide dell’epidermide come quelle che si possono trovare sulle gambe e  sui piedi.

Inoltre l’olio di sesamo è particolarmente efficace per la cura dei capelli, riduce la forfora e rinvigorisce il cuoio capelluto.

Nel campo delle cure naturali ha la particolarità di assorbire con facilità le proprietà delle erbe con cui viene a contatto e di  permettere quindi che le loro qualità siano facilmente  veicolate sia nei prodotti per la salute  sia in quelli di bellezza.

 

Semi e olio di sesamo in cucina per quel tocco in più

I semi di sesamo sono un ingrediente fra i più importanti per l’alimentazione di numerose popolazioni africane ed asiatiche e la coltivazione del sesamo è frequente in quei paesi.

Le sue proprietà,   il suo ricco apporto di minerali, vitamine e altri elementi importanti per l’alimentazione umana lo rendono un alimento indispensabile per numerose popolazioni che vivono in zone povere del pianeta come l’Africa subsahariana.

Il suo ricco sapore di nocciola insaporisce la pasta del pane, le barrette energetiche, le focacce e le ciambelle.

In Grecia questi piccoli semi vengono utilizzati in saporite e caloriche torte.

In Africa i semi di sesamo entrano fra gli ingredienti principali di deliziose zuppe e in particolari  ricette nelle quali si utilizza la farina ricavata da questi semi.

Il sesamo è un importante ingrediente di molte ricette orientali.

Questi semini vengono aggiunti per insaporire le verdure e l’insalata, usati per impanare le verdure e il pesce.

Mescolati con il miele se ne fanno delle palline dolci che vengono mangiate come energetici pasticcini.

Anche in Asia i semi di sesamo servono per creare saporite zuppe, famosa quella cantonese nella quale i semi del sesamo nero rivestono  il ruolo principale.

L’olio di sesamo è usato come condimento ma anche per insaporire piatti caldi come zuppe e minestre nelle quali viene messo poco prima di servire per non dissipare  il suo delicato profumo e gusto.

 coltivazione del sesamoIn America la catena McDonald acquista ogni anno un grande quantitativo di semi di sesamo per guarnire i suoi famosi panini che vengono consumati in tutto il mondo.

Per quanto riguarda l’Italia i semi di sesamo vengono usati soprattutto nella cucina meridionale calabrese e siciliana dove entrano in preparazioni tipiche e guarniscono  in numerose ricette pani, focacce e ciambelle.

Un tipico  dolce siciliano che si trova soprattutto durante le festività natalizie è la “giurgiulena” chiamata anche  “giuggiulena” o “cubaita” nella Sicilia orientale.

Il suo ingrediente principale   sono i semi di sesamo che uniti con il miele e lo zucchero, amalgamati a questi due ingredienti tramite cottura, si trasformano in un croccante dal sapore di nocciola molto gradevole che va a ruba specialmente fra i più giovani.

Un’altra pianta di cui si possono usare sa i semi che le foglie per aromatizzare i cibi è il finocchio selvatico ricco di molte qualità e facile da coltivare.

In questo video potrai ammirare il finocchio selvatico che da molti anni cresce nel mio orto e mi regala semi gustosi e foglie aromatiche.

Il finocchio selvatico: una delle aromatiche più appariscenti

 

Conclusioni

Con quest’ultima golosa ricetta termino questo mio articolo basato su una pianta  poco popolare in Italia, infatti la coltivazione del sesamo non è molto praticata nella nostra penisola, e sul suo seme.

Spero che queste righe ti abbiano incuriosito e desideri approfondire sia la coltivazione del sesamo, che non è difficile anche in vaso, sia l’uso  del suo seme così saporito e benefico.

Mi stavo dimenticando di dirti che questo seme non ha contrindicazioni per i celiaci e può essere consumato anche da loro.

Tuttavia per completezza di informazione desidero metterti in guardia su due controindicazioni che riguardano  questo seme così utile.

La prima è che, come tutti gli alimenti, vi sono persone che sono intolleranti ai semi di sesamo che causano loro allergia, quindi se non li hai mai assaggiati ti consiglio di fare una prova e di ingerirne solo pochissimi.

Questa allergia consiste in prurito e orticaria però c’è da tenere presente che solo una piccola parte della popolazione umana ne è affetta.

L’altra controindicazione è data dal fatto che essendo questi semi fortemente energetici e ricchi di calorie ci andrei piano nel consumarli se fossi a dieta.

Tuttavia se li mangi  una volta ogni tanto non possono farti che bene l’importante , come succede per tutti gli alimenti,  è di non abusarne.

coltivazione del sesamoInvece non ci sono controindicazioni nella coltivazione del sesamo, questa bella pianta farà la sua figura non solo nell’orto ma anche sul terrazzo suscitando la curiosità di chi verrà ad ammirarla.

Infatti in Italia ben pochi conoscono la pianta dalla quale si ricavano quei semini bianchi così gustosi.

Quindi ti invito a piantarli per avere non solo una pianta d’ornamento ma anche  d’utilità per la raccolta dei suoi semi.

Questo post termina qui spero di averti dato delle informazioni utili e di aver contribuito a mettere in risalto i semi di sesamo fra le spezie non i più noti.

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One Response

  1. emma arcopinto 28 marzo 2015

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