Galanga: per una salute migliore direttamente dalla Thailandia

La galanga è una spezia poco nota nel mondo occidentale ma fra le più popolari nella cucina tailandese prediletta da quella popolazione per il suo gusto piccantino che ricorda quello dello zenzero.

La galanga è una radice nodosa parente dello zenzero e benchè quest’ultimo sia più popolare fra i cinesi,  i tailandesi la prediligono e la usano abbondantemente in cucina dove il suo gusto piccante, simile a quello del peperoncino  ma senza il suo persistente bruciore, dona sapore a numerosi  piatti tipici.

Sebbene questa nodosa radice, la galanga sia una spezia poco conosciuta in occidente le popolazioni della Thailandia, dell’Indonesia e di altri territori dell’Asia Sud Orientale per secoli hanno fatto affidamento su di essa non solo in ambito culinario ma anche come medicina.

Infatti la medicina tradizionale usa la galanga da secoli per trattare numerosi disturbi fra i quali l’artrite, i digestivi,le  affezioni cutanee e micotiche.

Scopri questa spezia così poco nota ma dalle grandi proprietà non solo culinarie ma anche medicinali e vedrai che ti verrà desiderio, così come è successo a me, di provarla per insaporire i piatti della tua cucina.

La galanga: una spezia nota sin dall’antichità ma per secoli dimenticata in occidente.

La galanga era una spezia sconosciuta dagli antichi Greci e dai Romani sinora nessuna citazione  è stata trovata nei loro antichi manoscritti che riguarda una simile pianta.

Gli Arabi la conoscevano sin dall’antichità e sono stati loro che hanno introdotto  in Europa questa nodosa radice durante le loro conquiste europee nel periodo medioevale.

Il geografo arabo Ibd Khurdadbah vissuto nel 869-885 d.C. menziona la radice della galanga in merito ad alcune informazioni che riguardavano la Cina e scrive che il paese di Sila,  in Thailandia,  esporta grandi quantità di canfora, cannella e galanga.

Altri noti geografi arabi menzionano il commercio di galanga che partiva dalla Cina e dall’India e che non solo si estendeva nei territori asiatici ma si spingeva sino in Arabia e nelle zone occupate dagli arabi.

Nel X e XI secolo numerosi medici arabi menzionano questa radice nelle complicate ricette così in voga a quell’epoca.

Nel X secolo Santa Idelgarda di Bingen, una monaca tedesca famosa all’epoca per i suoi studi sulle erbe e le spezie, nomina la galanga chiamandola  la “spezia della vita” e usandola in numerose sue preparazioni che miravano a curare numerosi mali, dal mal di stomaco al mal di cuore, dai dolori artritici alla sordità.

Nel XIII e nel XIV secolo i Turchi usavano questa radice per aromatizzare il tè e gli europei la inserivano fra gli ingredienti necessari per creare un  vino liquoroso speziato molto popolare all’epoca, il famoso Ippocrasso.

Sino all’arrivo  dell’Illuminismo (1650 circa) la galanga era una spezia nota, ricercata e molto costosa.

Iniziò il suo declino dalla metà del 1600 per poi finire nell’oblio in tutta Europa sia come spezia culinaria che come pianta medicinale.

Nell”800 Aleister Crowley (1875-1947) celebre astrologo occultista e scrittore britannico nomina la galanga  nel suo principale trattato che parla del cerimoniale magico.

Ancora oggi questa nodosa radice in numerosi rituali magici africani e afroamericani (voodoo) viene impiegata come protezione contro le forze del male e per rafforzare l’incantesimo stesso.

Oggi la galanga è conosciuta ed utilizzata in tutta Europa sebbene il suo consumo non sia frequente.

La Russia è fra i principali paesi europei consumatori di questa nodosa radice che ancora oggi viene usata per aromatizzare l’aceto e un particolare liquore.

Negli USA questa spezia è più diffusa che in Europa  e vi sono coltivazioni commerciali nei territori più caldi del paese  in Florida e in California.

Una pianta e due tipi: la galanga maggiore e quella minore

In natura esistono due tipi di galanga, la galanga minore e la galanga maggiore, strettamente imparentati ed entrambi appartenenti alla famiglia delle Zinziberacee la stessa dello zenzero e del cardamomo.

La galanga minore, nome scientifico Alpinia Officinalis, è originaria della Cina meridionale ed ha un sapore più pungente quindi è usata più come pianta medicinale che in cucina.

L’altro tipo di galanga è detta galanga maggiore, il suo nome scientifico è Alpinia galanga, ed è originaria dell’Indonesia.

E’ abbondantemente usata in numerosi piatti piccanti dell’Asia Sud Orientale, in Tailandia, in Indonesia e in Malesia.

Le sue radici rizomatose sono  più grandi e nodose e ha un gusto più dolce e meno  piccante della galanga minore.

Le radici rizomatose sia della galanga minore che della maggiore sono usate come medicinale e hanno le stesse proprietà mentre a scopo culinario si preferisce la galanga maggiore, detta gran galanga, perchè di sapore più delicato e meno speziato.

La galanga minore menzionata da scrittori arabi già in epoca Medioevale raggiunge il metro di altezza con fasci di foglie lisce a forma di lancia, acuminate e sottili che portano numerose venature parallele.

Fiorisce con fiori bianchi, che assomigliano vagamente agli iris, e sono portati su lunghe spighe.

Ciascun fiore è formato da un calice superiore piccolo e tubolare, da una corolla bianca trilobata e da un largo labellum bianco segnato da bande di colore rosso.

La caratteristica che permette di distinguerla a colpo sicuro dalla sua sorella maggiore è il rizoma che nella galanga minore ha colore più scuro, sull’arancio tendente al marrone, con l’interno di un colore beige scuro.

Il rizoma della galanga maggiore invece è di dimensioni maggiori rispetto a quello della galanga minore ed è di colore più chiaro, di un beige chiarissimo esternamente, mentre l’interno si presenta quasi bianco.

La pianta della galanga maggiore può raggiungere i 2 metri di altezza ha numerose grandi foglie lanceolate e scure.

Fiorisce con spighe di fiori bianchi simili a quelli del tipo minore che si trasformano in bacche rosse molto vistose.

L’insieme di questa pianta e così attraente che viene piantata spesso in molti giardini tropicali che uniscono  la sua bellezza alla sua utilità.

Come coltivare la galanga

La galanga è una pianta tropicale che ama il sole, il caldo umido dei tropici e un terreno umido e ricco di materia organica.

In queste condizioni, che si trovano nei territori d’origine della pianta, la galanga è una pianta sempreverde.

Dove la temperatura si abbassa, rimanendo però sempre sopra lo 0, la galanga perde le foglie per poi rigermogliare in primavera.

Se l’inverno è inclemente è possibile coltivare la galanga, meglio quella minore meno ingombrante, in un grosso vaso che andrà ritirato in serra, fredda o tropicale, durante la brutta stagione.

All’inizio della primavera, quando il terreno  si è già riscaldato, nelle zone adatte è possibile piantare in piena terra i rizomi con almeno 2 “occhi” interrandoli a circa 5 cm di profondità.

Prima di piantarli prepara un letto di drenaggio con della sabbia per impedire che i rizomi si spacchino o siano soggetti a marciumi perchè, pur volendo terreno umido, non lo gradiscono bagnato.

Se non lesini le annaffiature e la temperatura si mantiene costante e calda gli “occhi” germoglieranno rapidamente emettendo le prime tenere foglie mentre dal rizoma spunteranno le radici.

La pianta della galanga è difficilmente attaccata dalle malattie, è una pianta sana e robusta che prospera con poche cure ma bisogna fare attenzione alle temperature  essendo pur sempre una pianta tropicale.

Dove la temperatura scende perde le foglie per entrare in un periodo di quiescenza.

In questo caso le annaffiature andranno di molto ridotte per non dire sospese e le riprenderai quando vedrai spuntare i primi germogli.

La galanga in vaso: utile e ornamentale

In vaso la galanga fa la sua bella figura con quel suo abbondante ciuffo di foglie dove in estate appaiono le lunghe spighe fiorali che si tramutano in bacche che a maturità sono di un bel colore rosso vivo.

Il vaso deve essere capiente, i più adatti sono gli orci toscani quelli che vengono usati per coltivare in vaso gli agrumi, il drenaggio ottimo e il terreno sciolto e fertile .

I più adatti sono gli orci toscani che vengono usati per coltivare in vaso gli agrumi.

Metti il rizoma della galanga appena sotto la superficie del terreno e poni il contenitore all’ombra sino a che la pianta non sia ben sviluppata.

Non lesinare le annaffiature e ritira la tua galanga al riparo in una veranda fredda o in una serra quando iniziano i primi freddi.

Dopo 12 mesi dalla piantagione puoi prendere i primi rizomi che vanno raccolti lateralmente in modo da non danneggiare quelli principali.

E’ importante raccogliere i rizomi giovani della pianta, quelli che crescono ai bordi dei rizomi più vecchi, perchè questi ultimi invecchiando diventano troppo duri e fibrosi.

E’ possibile impiegarli freschi per le preparazioni ma possono anche essere ripiantati per creare così nuove piante.

Per moltiplicare questa bella pianta, oltre a ripiantare i suoi rizomi, è possibile farlo dividendo la singola pianta a metà creando così due nuove e distinte piante.

Questa moltiplicazione è necessaria se l’esemplare è diventato troppo folto specialmente se si trova in vaso.

Esegui questa operazione all’inizio della primavera prima che la galanga sia germogliata oppure in autunno dopo la caduta delle foglie.

4 modi per conservare al meglio la galanga

La radice fresca ha un sapore delizioso ma non sempre è possibile raccoglierla dalla nostra pianta.

Se non si ha la fortuna di  possedere la pianta occorre acquistarla nei negozi specializzati in spezie o in ingredienti asiatici.

  1. La radice fresca si conserva bene per circa una settimana o poco più in frigorifero nel reparto della verdura ben chiusa in un contenitore per alimenti.
  2. E’ possibile conservare la galanga anche congelandola in piccoli pezzi che manterranno intatto il loro intenso profumo e gusto per circa 2 mesi.
  3. Dove il calore del sole è intenso si può conservare questa spezia per essiccazione dividendo i rizomi in dischi sottili che verranno fatti seccare al sole oppure con l’apposita macchina essiccatrice.  Essiccata conserva intatte le sue proprietà per parecchi mesi.
  4. La galanga si può anche conservare sotto forma di polvere polverizzando la galanga secca.  E’ il metodo più comodo di conservarla e spesso si trova in vendita sotto forma di polvere.

Per poter usare la galanga fresca occorre, dopo aver lavato con cura il rizoma, sbucciarlo, tagliarlo in piccoli pezzi  e schiacciarlo per farne sprigionare l’aroma.

La galanga fresca è la migliore per le preparazioni culinarie ma anche se usi la galanga conservata questa radice non perde le sue proprietà.

Essendo il suo sapore piuttosto forte non esagerare con le quantità perchè il suo forte gusto, simile a quello dello zenzero,  può soverchiare quello degli altri alimenti.

La galanga fresca ha un sapore più intenso di quella secca, indicativamente una fettina di galanga fresca equivale a circa un cucchiaino di polvere di galanga.

Per le dosi occorre fare delle prove sino a quando non si trova il giusto equilibrio che varia da persona a persona e da preparazione a preparazione.

Le 12 qualità di questa spezia poco comune

Prima di elencare le proprietà di questa spezia voglio precisare che sia la galanga maggiore che quella minore hanno le stesse proprietà officinali.

Della galanga si usa la radice ma nella medicina cinese tradizionale anche i frutti di questa pianta vengono impiegati per preparazioni medicamentose.

Nella galanga si trovano numerose sostanze officinali tra i quali  l’eugenolo, che ha proprietà calmanti, e numerosi principi attivi anti-ossidanti.

Ecco l’elenco dei 12 pregi di questa radice medicamentosa.

  1. E’ un potente digestivo che stimola e facilita la digestione.
  2. Allevia la nausea e veniva usata dai naviganti per attenuare la nausea dovuta al mal di mare.
  3. Spegne i dolori di stomaco e aumenta l’appetito.
  4. Per il notevole contenuto di fibre è benefica per l’intestino e ha un leggero effetto lassativo.
  5. Attenua i gonfiori addominali.
  6. E’ un efficace analgesico usato per calmare il dolore di denti.
  7. E’ utile contro i reumatismi.
  8. Potente antinfiammatorio è efficace contro i dolori artritici e muscolari
  9. La galanga è un ottimo antibatterico adatto a combattere le infezioni fungine.
  10. E’ efficace per il trattamento di disturbi respiratori e specialmente per l’eliminazione del catarro.
  11. Per le sue notevoli proprietà antiossidanti questa spezia viene raccomandata nella medicina tradizionale tailandese per l’eliminazione delle tossine dal corpo e per la purificazione del sangue nelle donne che hanno partorito da poco.
  12. Nell’antichità, essendo una spezia riscaldante, veniva impiegata anche per i suoi effetti afrodisiaci specialmente per quanto riguardava il sesso maschile.

La galanga in cucina

Questa spezia è usata sin dall’antichità nel Sud Est asiatico principalmente nella cucina tailandese, malese e indonesiana donando ai piatti tipici di quelle regioni il loro profumo e sapore caratteristico.

Il sapore della galanga è simile a quello dello zenzero, con una apprezzata dolcezza alla quale segue un pungente retrogusto.

Impiegala con cautela perchè il suo gusto piccante è piuttosto forte e può soverchiare il sapore degli altri ingredienti.

Ricorda che una fettina di galanga fresca equivale ad un cucchiaino di polvere secca.

La galanga fresca o secca tagliata a pezzetti, viene usata per preparazioni di lunga cottura come zuppe o carni in umido perchè questa radice fibrosa se non cuoce a lungo rimane dura.

Prova la radice fresca, tagliata in sottili e piccoli pezzettini, in insalate di lattuga o di altri ortaggi teneri primaverili ai quali dona un insolito e gradevole sapore.

Anche le verdure cotte o stufate hanno un gusto più gradevole se condite con questa spezia che dà un sapore piccantino a questi ingredienti a volte poco saporiti.

La polvere ha un più vasto impiego.

Viene usata con il pesce e le carni bianche per dare sapore a degli ingredienti così delicati però è ottima anche sulla carne per il barbecue e con le carni grasse, per esempio quella di agnello, alle quali dona digeribilità e attenua il loro forte sapore con il suo gusto piccante.

La galanga viene usata anche per insaporire i risotti al posto del pepe.

Un piatto servito in tutta la Thailandia ma famoso anche all’estero è il “Pollo speziato con riso e verdure” un ottimo piatto unico dove il pollo è insaporito con l’uso della polvere di galanga.

Con questa radice si prepara un tè dalle proprietà medicamentose ottimo per facilitare la digestione e quando si è raffreddati.

E’ facile da preparare e molto gradevole per chi ama i gusti dolci ma decisi e leggermente piccanti.

Si prepara versando in una tazza di acqua calda un cucciano raso di polvere di galanga si mescola bene e si lascia raffreddare per alcuni minuti.

Lo si beve dopo i pasti per aiutare la digestione oppure quando si è raffreddati e infreddoliti perchè attenua il catarro e scaccia il freddo.

Conclusioni

La galanga è una spezia poco nota in Italia e ho scritto questo articolo su di lei perchè ha tante qualità officinali e costituisce una gradevole variante dei sapori della nostra cucina.

La parola galanga è una distorsione della parola araba Khalajan che a sua volta deriva da una parola cinese, Liangtiang che significa “zenzero dolce”.

Il botanico Linneo nella sua monumentale opera sulla classificazione delle piante denominò la galanga alpinia in onore del botanico italiano Prospero Alpini (1553-1617) che descrisse e classificò numerose piante.

Questa nodosa radice non è facile da reperire mentre invece è più semplice trovare la polvere.

Ti consiglio, per iniziare,  ad usare quest’ultima ma con cautela per via del suo forte gusto.

Se poi vuoi assaggiare un’insolita bevanda prepara un buon tè alla galanga, la ricetta la trovi più sopra, nel capitolo sull’uso della spezia in cucina, non solo gusterai una gradevole preparazione ma ti sarà utile per la sua efficacia officinale.

Se poi vuoi gustare delle autentiche ricette a base di galanga cerca e prenota presso uno dei tanti ristoranti tipici tailandesi che non mancheranno nella tua regione.

Scegli fra i numerosi piatti a base di galanga quelli che ti ispirano di più facendoti consigliare dagli esperti cuochi del locale e assaporerai un pasto insolito e molto gustoso.

Ti consiglio di andarci in dolce compagnia la galanga ha fama di essere un buon  afrodisiaco usato sin dai tempi antichi per risvegliare i sensi.

Con quest’ultimo “malizioso” consiglio finisce questo post sulla galanga una spezia che ti invito a ricercare e che dovrebbe essere più conosciuta in Italia.

A questo punto non mi resta che inviarti

un dolce affettuoso saluto da

 

 

Ps Se vuoi scoprire un altro prodotto tipico dell’Indonesia e della Malesia leggi il post sulla Pepeda delle Mauritius un raro agrume quasi sconosciuto in Italia

Pepeda delle Mauritius raro rappresentate degli agrumi acidi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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