La coltivazione dei chiodi di garofano spezie senza chiodi e senza garofani

chiodi di garofano e isole MoluccheLa coltivazione dei chiodi di garofano  è simile a quella delle altre spezie e vengono  chiamati in questo modo perché assomigliano a chiodi e la loro forma ricorda quella del garofano.

La coltivazione dei chiodi di garofano non è difficile perchè  sono  i boccioli fiorali raccolti e seccati di una pianta tropicale chiamata Eugenia caryophyllata conosciuta anche sotto il nome scientifico di Syzygium aromaticum.

La coltivazione dei chiodi di garofanoche appartengono alle spezie ed erano conosciuti ed apprezzati sin dall’ antichità,  è limitata alle zone tropicali.

Ancora oggi questa spezia viene largamente usata nella cucina sia con  cibi dolci che con quelli salati.

Il  suo potere antiossidante (ORAC) è tra i più elevati in assoluto infatti è 80 volte più potente di quello di una mela che è considerata un ottimo antiossidante.

Il profumo e il sapore dei chiodi di garofano è intenso e speziato con una nota  piccante.

Non abbondare con i chiodi di garofano nelle vivande perché il loro forte gusto copre gli altri sapori e può risultare sgradito.

Ottimi invece infilati in un’arancia e messi a guardia degli armadi dove tieni vestiti e cappotti perchè sono un’efficace baluardo contro le tarme.

Servono per molti usi non solo in cucina ma anche per fare delle tisane  davvero efficaci contro il mal di denti mentre il loro olio essenziale è largamente usato nell’industria cosmetica.

Conosciamoli dunque meglio questi chiodi che chiodi non sono ma una spezia pregiata e apprezzata sin dall’antichità.

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Origini dei chiodi di garofano

chiodi di garofano pronti per la raccoltaLa coltivazione dei chiodi di garofano più antica di cui si sia a conoscenza risale al periodo cinese Han (206 a. C. 220 d.C) quando questa spezia veniva masticata dai cortigiani per rinfrescare l’alito prima di presentarsi all’imperatore.

I chiodi di garofano erano apprezzati già nell’India antica un illustre medico indiano che con i suoi compendi gettò le basi  dell’Ayurveda li considerava un elisir di lunga vita già nel primo secolo d.C.

Nella città di Bagdad, simbolo della civiltà araba e da sempre punto di incontro fra il mondo mediterraneo e l’Asia centro meridionale oggi capitale  di uno stato chiamato Iraq, i chiodi di garofano potevano essere tranquillamente acquistati al mercato con  altre spezie come cassia mirra e ambra grigia ed erano molto apprezzati.

Tramite le vie carovaniere questa spezia raggiunse l’Occidente apprezzata sia dagli antichi Egizi, che usavano il suo olio per imbalsamare i defunti, che dagli antichi Greci.

Il medico greco Alexander Trallianus (ca.527-565) padre dell’elmintologia elogiava le virtù di questa spezia così come Avicenna famoso medico, matematico e fisico.

Gli antichi Romani l’usavano per le sue proprietà antisettiche e contro il dolore dei denti.

Nel medioevo i chiodi di garofano erano molto cari perché la coltivazione dei chiodi di garofano poteva essere attuata solo in Asia zone molto lontane dall’Europa  tuttavia le classi più agiate non se li facevano  mancare.

Li nomina Dante nella sua Divina Commedia chiamando i senesi scialacquatori perché usavano per insaporire gli arrosti una spezia così cara.

Santa Idelgarda (1098-1179) una badessa benedettina tedesca molto colta ed erudita nelle arti mediche ha incluso i chiodi di garofano  nella   cura di numerose malattie fra le quali mal di testa, raffreddore e idropisia.

La pianta dalla quale si ricavano i chiodi di garofano è originaria delle isole Molucche isole indonesiane  bagnate dall’Oceano Pacifico.

Queste isole   fanno parte dell’arcipelago malese e sono anche chiamate, non a caso, isole delle spezie.

Infatti sono caratterizzate da una vegetazione lussureggiante costituita per la maggior parte di piante aromatiche che propagano nell’aria intense fragranze.

I marinai che si trovavano a passare controvento da quelle parti   vicino alle coste erano colpiti da questi effluvi aromatici e iniziarono a raccogliere le spezie  e quindi anche i boccioli della pianta Eugenia caryophyllata che produce  i chiodi di garofano fra le spezie una delle più pregiate.

Così i chiodi di garofano iniziarono a diffondersi in Europa importati direttamente da mercanti europei.

I Portoghesi e gli Olandesi che  avevano preso il controllo di queste isole dal XVI secolo d.C. conservarono per lungo tempo il monopolio di questa spezia con un rigoroso sistema militare.

Questo doveva impedire che i semi e le piante di Eugenia caryophyllata potessero essere trapiantati altrove e quindi la coltivazione dei chiodi di garofano sfuggisse al loro monopolio.

Successivamente dai chiodi di garofano, una fra le spezie in quel periodo più amate e più care, riuscirono a ricavare il suo olio essenziale che divenne un componente di pregio molto  apprezzato dalla cosmesi.

Solo verso la fine del XVIII alcuni esemplari di questo prezioso albero furono importati a Zanzibar, nelle Antille e nelle isole Mauritius dove ancora oggi la coltivazione dei chiodi di garofano è largamente praticata.

Questa pianta che dona questa preziosa spezia è attualmente coltivata anche in molte aree tropicali dell’Africa soprattutto nel Madagascar e in Tanzania.

 

Descrizione     

Eugenia caryophyllataEugenia caryophyllata, la pianta che produce la preziosa spezia,  fu chiamata in questo modo in onore di Eugenio di Savoia (Parigi 1663 Vienna 1736) principe e generale sabaudo e uno dei migliori strateghi militari del suo tempo.   Il nome della specie caryophyllata deriva dal latino caryophyllum che significa “pianta dal profumo di garofano” mentre la famiglia è quella dedelle Myrtacee.

Si tratta di una pianta sempreverde che nel suo luogo di origine supera i 10 metri di altezza mentre le varietà coltivate sono di altezza più contenuta intorno ai 5 metri.

Il tronco è liscio con corteccia giallo grigiastra e chioma conica negli esemplari giovani che diviene tondeggiate quando raggiungono la maturità.

Le foglie sono lucide, opposte, picciolate, grandi, di forma ovale o lanceolate, di consistenza coriacea e con un colore rosato quando sono giovani che poi  diventa verde scuro da adulte.

Posseggono numerose ghiandole oleifere che producono un profumo aromatico e pungente e che appaiono in trasparenza come punti traslucidi.

L’infiorescenza è un racemo che porta dai 20 ai 25 fiori piccoli con un breve peduncolo ed un calice allungato prima di colore verde chiaro poi rosa e infine rosso.

Quando il fiore si  schiude la calotta semisferica superiore, formata da 4 petali bianchi concavi e sovrapposti, si apre mostrando numerosi stimmi.

Questi fiori hanno un profumo aromatico e intenso e durante il periodo di fioritura le zone di coltivazione dei chiodi di garofano diffondono tutto attorno a loro questa fragranza.

Una fragranza così intensa e particolare che una volta che se ne è fatta l’esperienza non è più possibile dimenticarla.

Queste parole sono di una mia amica appassionata botanica che ha fatto un viaggio in Indonesia e ha avuto la fortuna di odorare questo particolare profumo.

Chissà che un giorno anch’io non possa sentire questo  inusuale profumo mi piacerebbe tanto osservare dal vero   la pianta e il suo fiore nel suo habitat naturale.

Il frutto è una bacca che in due scomparti differenti contiene numerosi semi.

 

Coltivazione

 chiodi di garofano fioritiL’albero di Eugenia caryophyllata è uno di quei tipici alberi che per crescere sano e  forte abbisogna di un clima tropicale.

In quelle zone si sviluppa al meglio, richiede poche cure e dopo circa 5 anni dalla propagazione in seme, che è il metodo impiegato per propagarlo, inizia a fiorire copiosamente e continua per molti anni.

Pensa che è economicamente redditizio nelle piantagioni da reddito sino ai 20 anni di età.

Questa  pianta è di lenta crescita ma è molto longeva e gli esemplari  simili a quelli selvatici, piante alte e vigorose, possono superare i 100 anni di età.

Vuole non il pieno sole ma gradisce un luogo semi-ombreggiato, terreno leggermente acido, umido ma non zuppo, e gradisce molto le umide temperature e le piogge che in quelle zone tropicali   avvengono nei periodi dei monsoni.

Questa pianta poco sopporta la siccità e non è pianta da zone aride.

Si trova bene vicino ad altre piante che creano un clima favorevole alla sua crescita come  accade nelle foreste dalle quali deriva.

La temperatura deve essere stabile anche nel periodo invernale già soffre se scende sotto i 10° C.

Nelle sue zone di origine è pianta rustica e produttiva che fruttifica 2 volte l’anno dando mediamente 3-4 kg di fiori freschi per raccolto che una volta seccati si riducono a poco più di un kg.

Non è molto e questa bassa resa ci fa comprendere il costo del prodotto in vendita.

Quindi la coltivazione dei chiodi di garofano intensiva si attua in aree del pianeta dove la pianta cresce senza problemi e quindi senza costi eccessivi.

In Italia questo albero non è coltivato neppure a livello amatoriale perché necessita di un clima troppo differente da quello italiano.

Nel nostro Meridione c’è sì clima mite in inverno  ma le torride temperature estive e la mancanza di acqua non sono  gradite a questa pianta.

Nel Settentrione abbiamo il problema del gelo invernale e anche se lo si coltivasse in un capiente contenitore per poi riuscire a ripararlo in serra riscaldata in inverno diventerebbe troppo ingombrante prima di  poter raccogliere i suoi fiori.

La coltivazione dei chiodi di garofano secondo me occorre lasciarla a chi ai tropici ci vive.

Nulla impedendo che non si possa fare un magnifico viaggio per ammirare in loco simili meraviglie.

A noi che per il momento non possiamo permetterci quel viaggio non rimane che sfruttare le tante virtù dei chiodi di garofano seccati che servono davvero per molti usi in cucina e non.

 

Varietà

A seconda della loro provenienza si distinguono 3 varietà principali di chiodi di garofano.

I chiodi di garofano delle Indie Orientali che sono corti e grossi di colore marrone chiaro e rappresentano la migliore qualità.

Vi sono poi i chiodi di garofano dell’Africa che sono più piccoli e più scuri.

Infine abbiamo i chiodi di garofano di provenienza americana che sono allungati, di colore marrone scuro rossastro o nero con aroma inferiore e quindi di minore qualità.

 

Proprietà dei chiodi di garofano

chiodi di garofano secchiDalla coltivazione dei fiori di garofano si ricava la spezia che è rappresentata dai boccioli fiorali chiamati chiodi di garofano.

Questi fiori si raccolgono 1 o 2 giorni prima della loro fioritura quando i calici sono rosati.

I boccioli appena raccolti rimangono a seccare al sole sinchè non diventano di colore bruno e solo allora sono pronti per essere venduti.

La lunghezza dei chiodi di garofano varia fra i 10 e i 20 mm, sono formati da una base sottile e allungata, cilindrica o quadrangolare, che è sormontata da una calotta semisferica che comprende la corolla chiusa del fiore.

Il loro colore da secchi varia da una tinta bruno rossastra chiara a un marrone scuro che attesta la minore qualità dei boccioli.

Il loro profumo è caldo molto aromatico e forte mentre il loro sapore è pungente e speziato.

Si utilizzano interi o macinati possibilmente al momento dell’uso per conservare tutta la loro fragranza.

Per distillazione in acqua dei boccioli fiorali si ottiene l’olio essenziale che è possibile avere anche dalle foglie e dai giovani rami della pianta ma il più qualitativo è quello ricavato dai boccioli.

Durante la coltivazione dei chiodi di garofano quindi non si raccolgono solo i fiori in boccio delle piante ma anche foglie e giovani  rami che servono per la distillazione del prezioso olio essenziale.

Sono tante le qualità farmacologiche possedute dai chiodi di garofano dimostrate con studi scientifici certificati.

Queste spezie possiedono una serie di oli volatili, in una percentuale che può arrivare sino al 25%, in particolare l’eugenolo ma sono presenti anche i flavonoidi che influiscono beneficamente sulla circolazione e i tannini che hanno proprietà antinfiammatorie.

Una delle  loro caratteristiche più salienti è una  potente attività antiossidante così utile per contrastare i radicali liberi e per attenuare i guasti dell’invecchiamento.

L’attività antinfiammatoria è davvero notevole e i chiodi di garofano erano usati sin dall’antichità per contrastare  le infiammazioni del cavo orale.

Grazie all’azione svolta dai tannini che contengono, sono un efficace rimedio interno contro il mal di gola e il raffreddore mentre contrastano la tosse a causa delle proprietà sedative del loro olio essenziale  tramite il suo componente principale che è l’eugenolo.

Le  proprietà analgesiche dei chiodi di garofano,  grazie alla presenza di eugenolo, erano conosciute sin da tempi remoti e costituivano un’altra delle proprietà di questa spezia fra le più apprezzate.

Infatti veniva impiegata per lenire il dolore ai denti e oggi viene usata in molti dentifrici e  prodotti per la bocca.

Ancora oggi la moderna odontoiatria utilizza preparati a base di eugenolo per disinfettare le cavità dentarie, per la cura della carie e per attenuare il dolore.

I chiodi di garofano sono potenti digestivi e della loro azione digestiva beneficia tutto l’apparato digerente perché il cibo senza accumuli dannosi di tossine passa rapidamente  dallo stomaco all’intestino.

L’olio essenziale derivato dai chiodi di garofano rientra fra quelle che sono state definite “essenze maggiori” ovvero a più elevata azione antimicrobica.

Infatti i chiodi di garofano hanno ottime proprietà antisettiche e disinfettanti che risultano efficaci sia esternamente  che internamente.

Contrastano e in certi casi sconfiggono differenti tipi di virus e di batteri.

Inoltre diversi test in laboratorio hanno dimostrato come i chiodi di garofano abbiano anche una notevole attività antifungina.

Ecco perché la coltivazione dei chiodi di garofano è così utile e direi indispensabile sia per le loro qualità medicamentose che per il loro uso in cucina.

Se poi vuoi purificare e donare un buon profumo ai locali della tua casa niente di meglio che mettere in un piattino  mezzo limone con parecchi chiodi di garofano piantati.

 

I chiodi di garofano in cucina

In cucina i chiodi di garofano hanno un posto di primissimo piano  in quanto si usano sia con le pietanze dolci che con quelle salate e anche in tisane e per aromatizzare alcuni liquidi.

Vengono usati per aromatizzare le carni come gli arrosti ma anche carni a lunga cottura come i brasati,   accompagnano le marinate di selvaggina e messi nel brodo, specie se di pollo o di gallina, ne esaltano il sapore.

Si sposano bene con alcune verdure dal sapore dolce come le carote,  le cipolline e le cipolle ma si accompagnano anche a certi formaggi stagionati.

Per quanto riguarda i cibi dolci i chiodi di garofano  vengono utilizzati in alcuni dolci a base di frutta specie di mele, in biscotti e panpepati, creme e farciture.

Donano profumo e sapore alla frutta cotta, alle conserve, ai liquori e ai vini aromatici.

Servono per aromatizzare il vin brulè così corroborante nei freddi e umidi periodi invernali ma danno un particolare sapore anche a tisane e  a certi tipi di tè.

Un’altra spezia di sapore più dolce da cui si ricavano ottime tisane è la cannella.

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Conclusioni

chiodi di garofano piantati in fettine di limoneQuesta spezia così versatile non può mancare nella tua cucina ti sarà utile anzi direi quasi indispensabile per insaporire tante vivande sia salate che dolci.

Inoltre le sue origini lontane e un po’ misteriose le donano un fascino che le deriva dall’appartenere a terre esotiche e lontane.

Sono poche le piante utili all’alimentazione umana che non ho avuto la gioia di poter ammirare dal vero e questa è una delle poche che ancora mi manca.

Talune piante sono fedeli ai luoghi che le videro nascere e non si adattano, o per meglio dire si adattano assai male, se vengono spostate in luoghi differenti da quello che le ha viste nascere

Questo è il caso della pianta Eugenia caryophyllata allevata per la coltivazione dei chiodi di garofano una fra le spezie più care ed apprezzate a livello mondiale.

Se puoi anche in Italia reperire con facilità i suoi boccioli che essiccati vengono esportati in tutto il mondo, per ammirare la bellezza di chi li produce e inebriarti del loro intenso profumo non ti resta che sobbarcarti un lungo viaggio.

Questo vegetale esigente non si esprime al meglio che nelle isole dell’Indonesia o in Madagascar e in Tanzania splendidi e tropicali luoghi africani non vicini alle nostre coste.

Cosa vuoi farci  a volte le meraviglie che desideriamo non sono a portata di mano ma almeno una volta nella vita se davvero lo  vogliamo vale la pena di raggiungerle e di ammirarle.

Forse un giorno anch’io prenderò il volo per ammirare le meraviglie vegetali e non di quei lontani paesi.

Sperando che presto si esaudisca questo mio desiderio, che con gioia condividerò con te tramite i miei scritti e in video, non mi resta che inviarti

Un dolce affettuoso saluto da

 

 

 

Comments (3)

  1. Alessandro D'Amico 10 febbraio 2014
  2. Riccarda Pisano 10 febbraio 2014
  3. Monica Carla Cattaneo 20 febbraio 2014

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