Come coltivare le spezie nel nostro clima

insieme di speziePrima di trattare come coltivare le spezie,  primo post della nuova sezione ” Spezie”, voglio spendere due parole per spiegare che cosa si intende per spezie per fare chiarezza su questi vegetali prima di passare a come coltivare le spezie.

Per spezie si intendono i semi,  i frutti, le radici,  le cortecce usate in  piccole quantità per dare ulteriore sapore ad un alimento.

Le spezie si distinguono dalle erbe da cucina perché in genere le spezie si usano sotto forma secca mentre le  piante aromatiche usate in cucina vengono, se appena è possibile, usate fresche.

 

L’uso delle spezie è davvero molto antico

L’uso delle spezie è molto antico,  già al tempo degli Egizi venivano dati cibi fortemente speziati agli operai che costruivano le piramidi per dare loro forza e proteggerli dalle epidemie.

Già a quei tempi coltivare spezie non era ignoto, le spezie di cui si sono trovate tracce nei reperti archeologici sono l’anice, il fieno greco, il cardamomo, la cassia, il cumino, l’aneto e lo zafferano.

Ai tempi dell’antica Grecia, e soprattutto dell’Impero romano, il commercio delle spezie fu estremamente fiorente.

Nell’epoca di Diocleziano certe spezie erano più preziose a parità di peso dell’oro.  spezie in vendita

Devo aggiungere che nell’antichità coltivare spezie non era possibile in Europa e che si intraprendevano lunghi viaggi per comprare queste merci pregiate.

Inoltre sotto il nome di spezie i romani ne distinguevano diversi tipi.

Vi erano quelle che venivano usate per profumare, quelle che servivano per condire e conservare i cibi, quelle impiegate come antidoto per i veleni,  quelle che entravano come ingredienti nelle pratiche religiose.

Inoltre particolari spezie servivano  per i suffumigi, per purificare l’aria e per tenere lontane le malattie.

Coltivare le spezie non era possibile in Europa a causa del clima infatti molte di queste piante abbisognano di un clima tropicale e di alte temperature tutto l’anno.

Quindi i mercanti intraprendevano lunghi viaggi in India, in Cina e in altre regioni per approvvigionarsi del prezioso alimento.

Fu a causa delle spezie che  furono fatte importanti scoperte geografiche, inclusa la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo che voleva aprire una via più veloce per arrivare alle Indie e rifornirsi più rapidamente di  prodotti preziosi,  prime fra tutte le spezie.

Tuttavia non ebbe fortuna in questo perché i nativi  americani non coltivavano spezie e ne conoscevano una sola: la vaniglia che fu più tardi importata con successo nel Vecchio Continente.

Se coltivare le spezie non era possibile in Europa e si doveva importarle da luoghi molto lontani, i Romani già conoscevano tutte le spezie che noi conosciamo oggi anzi alcune usate a quei tempi non vengono più impiegate ai giorni nostri come il nardo e il terebinto.

Nella sua “Storia Naturale”,  scritta nel primo secolo dopo Cristo, Plinio il Vecchio, scienziato romano, descrive con accuratezza tutte le principali spezie e se anche non sapeva come coltivare le spezie  sicuramente le aveva viste e assaggiate.

Anche Dioscoride, un medico greco vissuto all’incirca nello stesso periodo, descrisse nel suo famoso trattato di medicina le numerose spezie che venivano importate dall’Oriente.

Attraverso questi scritti, ma anche  con la lettura di altre descrizioni, è possibile farsi un’idea molto precisa delle rotte lungo le quali a quei tempi viaggiavano le spezie  prima di arrivare in Europa anche se, a quei tempi, si sapeva pochissimo su come coltivare le spezie stesse.

Le spezie arrivavano principalmente dalla Cina, dall’India, dalle Molucche e dall’Africa.

Il porto di Alessandria d’Egitto costituiva un’importante base da dove le spezie poi venivano smerciate in tutta Europa.

Coltivare le spezie era redditizio nei paesi asiatici perché le spezie avevano prezzi elevati  quindi questo prezioso prodotto, molto richiesto nei paesi europei, dall’India e dalla Cina via mare o via terra raggiungeva l’Europa.

Fra le spezie più richieste vi era il pepe in latino piper cioè bacca che veniva impiegato non solo in cucina ma anche come medicinale e conservante. frutti pepe

Un’altra spezia molto richiesta al tempo dell’impero romano era il cinnamomo, la nostra odierna cannella, che serviva per aromatizzare il miele impiegato come dolcificante.

Coltivare le spezie era possibile solo in climi tropicali distanti migliaia di km dall’Europa ma questo non fermava i mercanti che anche in epoca pre-romana intraprendevano lunghi viaggi per comprare le preziose spezie.

Erodoto e Omero citano il cipero (Cyperus rutundus) una spezia che proviene dall’India e questo dimostra come già ben prima della nascita di Cristo i mercanti di spezie intraprendevano lunghi e avventurosi viaggi per approvvigionarsi delle preziose spezie nei luoghi dove coltivare spezie era possibile.

 

Coltivare spezie oggi

Coltivare molte delle più famose spezie non è possibile in Italia per le loro esigenze climatiche.

Tuttavia è possibile coltivare spezie che sono compatibili con il nostro clima e alcune possono essere coltivate facilmente anche in vaso.

Ti ricordo che le spezie possono essere ricavate dalle bacche, come per il ginepro, dalle cortecce, come cannella stecche e polvereaccade per la cannella,  dai fiori, come per lo zafferano, dalle foglie, come  accade col curry, dai semi, il pepe  ne è un esempio,  e dalle radici come è per la curcuma.

Per quanto riguarda l’uso migliore delle spezie vale per loro ciò che è valido  per le piante aromatiche cioè vanno aggiunte a fine cottura perché il calore prolungato le fa degradare.

Cerca di comprare le spezie intere e macinale al momento del bisogno perché ridotte in polvere perdono profumo e sapore.

Fai poi attenzione alla quantità che impieghi all’interno delle ricette, deve essere dosata con cura per evitare di coprire gli altri sapori.

Un’ottima spezia esotica che però non è possibile coltivare qui in Italia è la cannella.

La cannella non serve solo per insaporire i cibi in cucina ma è una benefica spezia molto utile per conservare la nostra salute.

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Elenco delle principali spezie 

Coltivare spezie non è facile e spesso è molto difficoltoso farlo in Italia col nostro clima.

In questo elenco che comprende le principali spezie darò anche cenni sulla loro coltivazione.

Aneto

Se vuoi coltivare spezie incomincia dall’aneto

fioritura anetoFacile da coltivare è popolare soprattutto nell’Europa centrale e sud orientale, in Turchia e in Iran.

Originario della Russia veniva usato sin dall’antichità come aromatizzante di molti cibi come ci ha lasciato scritto il cuoco ghiottone Apicio  vissuto ai tempi dell’Impero romano.

Il suo nome significa “allontana i malori”

Piantalo in un luogo soleggiato ma riparato e dagli spazio perché l’aneto raggiunge il metro e mezzo di altezza e ha un certo ingombro.

Fiorisce con grandi ombrelle di fiori gialli che sbocciano in estate e portano piccoli semi.

Uso:dell’aneto si usano sia i fiori che i semi.

Proprietà: fortemente digestivo e carminativo

In cucina il suo gusto che stuzzica ma che è nello stesso tempo deciso, è ottimo  sul pesce sia arrosto che lesso.

Molto buono anche unito alla maionese, al burro e in altre salse caratteristiche.

Uno devi vantaggi nel coltivare le spezie consiste nel poterle assaggiare e fare esperienza diretta del loro profumo e sapore.

Impossibile descrivere il gusto di questo condimento forte ma nello stesso tempo gradevole che si sposa così bene con la trota fatta al forno ed è ottimo anche in certe particolari zuppe tradizionali russe.

Se vuoi davvero sapere come è il sapore dell’aneto non ti resta che metterlo nell’orto fra le piante aromatiche e a tempo debito potrai sentire il suo aromatico sapore.

Anice

 Se hai deciso di coltivare le spezie nell’orto vicino alle piante aromatiche trova un posticino anche per questa pianta annuale che dovrai seminare in primavera e che, dopo una lenta germinazione, crescerà anice piantarapidamente sino a raggiungere l’altezza di circa 60 cm.

Fiorisce in piena estate con ampie ombrelle che portano piccoli fiorellini bianco giallastri.

Quando questi sono maturi si tagliano le ombrelle tenendole a testa in giù su un telo all’ombra in un posto riparato e ventilato.

Ben presto inizieranno a  seccarsi del tutto quindi i semi si sgranano e si conservano in barattoli di vetro o in sacchetti di carta in un locale asciutto.

Se vuoi coltivare le spezie sappi che si conoscono e si coltivano tre tipi di anice tutti accomunati dal gradevole profumo e sapore e dal fatto che si usano solo i semi  di tutte e tre queste piante aromatiche.

Quella di cui ti parlo qui è il tipo più comune l’anice verde (Pimpinella anisum) caratterizzata dall’avere semi piccoli ma di un forte profumo e gusto.

Uso i semi essiccati

Proprietà: stomachiche riduce la nausea e il vomito, inibisce i processi fermentativi dell’intestino e ha importanti proprietà calmanti.

Inoltre presa come tisana svolge una funzione di stimolo nei confronti delle secrezioni ghiandolari in particolare agisce sulle ghiandole materne del latte migliorando la quantità e la qualità del latte materno prodotto.

In cucina  i semi dell’anice sono molto utili per dare sapore a dolci e vivande.

Questa fra le piante aromatiche è una di quelle che viene impiegata per dare gusto a carni bianche di pollo e di coniglio così come facevano i Greci e gli antichi Romani.

Nei paesi del Nord Europa si adopera anche per dare gusto a verdure e formaggi.

Tuttavia i semi di anice vengono impiegati principalmente per insaporire focacce, dolci e liquori tradizionali come l’Anisetta che ha come ingrediente principale l’anice verde.

Quindi se sei come me golosa di dolci  profumati e insaporiti con i semi di anice questa pianta rustica e generosa non può mancare se vuoi coltivare le spezie.

Conserverai con cura i suoi semi  e sarà per te un vero piacere quando, durante il periodo invernale, potrai usarli per insaporire speciali dolci o particolari liquori.

Se vuoi conoscere nel dettaglio questa utile spezia che meriterebbe di essere più conosciuta e usata clicca qui sotto questo banner

 

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Rafano o cren

  rafano fiorituraSe temi che coltivare le spezie  sia difficile allora comincia a coltivare il rafano o cren fra le piante aromatiche una delle più semplici come coltivazione.

Poni, in terreno soffice e ben drenato, in un angolino dell’orto o del giardino un pezzo della sua radice  e lasciala indisturbata, ben presto avrai un folto cespuglio con foglie che si alzano fino a un metro di altezza.

Uso: le radici

Le radici del rafano che si raccolgono in prevalenza in autunno e possono essere già raccolte al primo anno di coltivazione, sono allungate, possono raggiungere anche i 40 cm  e hanno una  buccia bianco giallastra.

Il loro sapore è molto pungente e liberano un’essenza che può essere irritante quando vengono grattugiate o tagliate.

 

Le proprietà delle spezie

Coltivare le spezie significa principalmente usufruire completamente delle loro proprietà in quanto vengono raccolte nel nostro orto  quindi la loro freschezza  non si discute.

Il rafano non fa eccezione anche perché viene consumato crudo grattugiato o finemente affettato.

Fra le piante aromatiche è una di quelle che favorisce la secrezione dei succhi gastrici per cui facilita la digestione  e svolge un’ottima azione depurativa e diuretica.

E’ efficace nel contrastare le bronchiti per il suo contenuto di vitamina C e di minerali come il sodio, il calcio e il magnesio.

In cucina la radice di rafano è impiegata per insaporire verdure, panini oppure viene grattata direttamente sulla carne alla griglia come spesso usano in Germania.

La salsa al cren è un tipico piatto presente da tempo nella tradizione culinaria italiana e ha come principale ingrediente la radice del rafano grattugiata o ridotta in pasta con l’aggiunta di altri ingredienti come l’aceto e il pan grattato.

Questa salsa particolare rimane per gli estimatori dei sapori forti e decisi uno dei migliori accompagnamenti per carni sia bollite che arrosto o alla griglia.

E’  molto apprezzata in particolar modo in Trentino Alto Adige e nel Friuli-Venezia Giulia ma è un piatto popolare anche nei paesi del Nord Europa come la Germania.

Se ami i sapori forti vale la pena di coltivare le spezie solo per coltivare il cren e con le sue fresche radici appena raccolte preparare questa salsa che  accompagna egregiamente  il bollito,  il pesce affumicato, la carne alla griglia, il roast-beaf.

Oppure come è nella tradizione gastronomica tedesca gusta  questa salsa con le salsicce, i wurstel e lo speck.

Se vuoi una salsa al rafano profumata e che abbia tutto il suo sapore la radice deve essere quanto più è possibile fresca quindi è utile mettere fra le tue piante aromatiche anche una pianta di rafano.

Conclusioni

 Coltivare le spezie, come hai potuto notare leggendo questo articolo, è possibile anche in Italia.

Ve ne  sono alcune che   sono profumate, rustiche e molto utili.

Un tempo erano più usate ma è importante che se ne riprenda l’uso per le loro qualità e la loro bontà.

Una aromatica di cui si usano anche i semi e che   quindi può essere considerata a tutti gli effetti una spezia è il finocchio selvatico.

Scopri questa bella pianta utile e profumata nel video post che potrai vedere cliccando qui sotto questo link

Il finocchio selvatico: una delle aromatiche più appariscenti

A questo punto non mi resta che inviarti un dolce affettuoso saluto da

mia-firma

 

 

 

One Response

  1. Marcello Romeo 9 marzo 2013

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