Coltivare il cartamo rivale dello zafferano

cartamo piantaColtivare il cartamo detto anche  zafferanone, fra le piante  aromatiche il rivale dello zafferano, può rivelarsi una mossa vincente perché anche questa pianta erbacea è dotata di numerose virtù.

La sua polvere veniva usata per adulterare il più pregiato zafferano  anche se questa pianta erbacea ha un gusto meno intenso e un aroma più leggero dello zafferano.

Da qui diversi nomi popolari che ricordano questa pratica: zafferanone, falso zafferano, zafferano bastardo, perché non solo veniva usata per falsificare  lo zafferano ma era anche  impiegata come sostitutivo  di questa preziosa spezia nelle classi meno abbienti.

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Origini del cartamo

Il luogo d’origine del cartamo si situa nel Mediterraneo orientale, in Pakistan e nel Nord Africa.

Il  progenitore del cartamo tinctorius, che è il tipo di cartamo coltivato, pare che sia una specie selvatica che vive in una limitata zona  desertica della Palestina e che porta  il nome scientifico di  Cartamo palestinus.

Le prime prove dell’utilizzo di questa spezia si situano in Siria e  risalgono a un tempo remotissimo, 7.500 anni a.C.,  in Europa invece questa spezia era impiegata già nell’età neolitica, 5.800 a.C.

Probabilmente allora non era ancora stato scoperto come coltivare il cartamo ma si usavano le specie selvatiche.

Nell’antico Egitto il cartamo era noto e largamente commercializzato.

Fra le piante aromatiche conosciute all’epoca il cartamo era impiegato per l’estrazione dell’olio e dei semi, usato per tingere le stoffe e come pianta officinale.

Nell’antica Grecia l’olio di cartamo acquista una grande importanza e anche presso  gli antichi romani questa spezia era conosciuta e apprezzata.

Apicio, cuoco e ghiottone romano,  lo cita in una sua ricetta sotto il nome di cnecos.

Coltivare il cartamo in America fu possibile dal 1925 quando fu introdotto anche nel nuovo continente e  ben presto questa coltivazione si diffuse in Messico, in Venezuela e in Columbia.

Oggi il maggior produttore di cartamo è l’India, con superfici nettamente inferiori la seguono Stati Uniti e Messico.

In Europa coltivare il cartamo è una coltivazione rimasta solo in Spagna e in Portogallo.

 

La descrizione del cartamo

Il cartamo è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Composite il suo nome scientifico è Carthamus officinali o tinctorius.

Il suo nome Carthamus deriva dall’arabo kortum o dall’ebraico  kartami  significa colore e questo nome gli venne dato  per le sue grandi proprietà tintorie.

E’ una pianta annuale con fusto eretto e molto ramificato che può raggiungere il metro di altezza.

La radice principale è a fittone e da questa grossa radice se ne dipartono numerose altre.

Il suo sistema radicale profondo permette al cartamo di sopravvivere in aree con poca umidità superficiale perché le radici possono raggiungere l’umidità e le sostanze nutritive situate anche  ad una notevole profondità.

Quindi, per questa sua caratteristica, è possibile coltivare il cartamo anche in ambienti aridi.

Le sue foglie sono alterne quelle più alte sono provviste di spine, mentre quelle in basso sono oblunghe e inermi.

Le infiorescenze portate all’apice dei fusti sono dei capolini costituiti da 20 o più fiori di un vistoso giallo arancio.

Su una sola pianta se ne possono contare più di 100.

Il cartamo si riproduce per impollinazione ad opera degli insetti.

I frutti chiamati comunemente semi sono in realtà degli acheni lucidi, ovoidali, ricchi di olio, infatti ne contengono dal 40 al 45%.

 

Come coltivare il cartamo

La propagazione di questa pianta avviene con la semina e i semi germinano con facilità.

E’ meglio iniziare a coltivare il cartamo in inverno ma le temperature devono essere miti questa pianta non sopravvive se le temperature scendono sotto i -7° C.

Oppure, se l’inverno nella tua zona ha temperature più rigide, puoi coltivare il cartamo seminando in primavera a marzo o aprile.

Il seme deve essere piantato in terreno ben lavorato e privo di infestanti.

Bisogna dire che come molte piante aromatiche anche questa necessita di luce ad alta intensità e di temperature miti per potersi sviluppare al meglio.

Le piantine spuntano velocemente se la temperatura si mantiene sui 15° C. e crescono durante il periodo invernale.

cartamo semiSemina in solchi distanti circa 20 cm l’uno dall’altro.

Nel solco metti  due o tre semi, distanziando i gruppi di semi di 15 cm, rincalza quando le piante sono alte 30 – 40 cm

E’ importante mettere le piante abbastanza vicine fra loro, in gruppi e rincalzarle altrimenti in caso di forte vento o pioggia battente, specie quando hanno le infiorescenze, è facile che  si pieghino o si spezzino.

La raccolta dei capolini avviene a luglio agosto non appena hanno preso la loro tipica colorazione giallo arancio.

Subito dopo vengono posti a seccare in ambiente ombreggiato e arioso.

A fine settembre inizio ottobre, quando le piante sono seccate e i semi non possiedono più del 10% di acqua, si procede alla raccolta dei semi.

Per quanto riguarda il terreno questa pianta si caratterizza per adattarsi ad ogni tipo di terreno compresi quelli argillosi ma bisogna evitare i ristagni idrici.

Il cartamo necessita di un’elevata quantità di acqua, soprattutto quando è in fiore e prima della raccolta, ma in genere ci pensa il suo apparato radicale profondo a procurarla.

Tuttavia se la siccità dovesse prolungarsi bagna abbondantemente la coltura.

Invece questa aromatica, come del resto la maggior parte delle piante aromatiche, sopporta molto poco un’eccessiva umidità dell’aria.

NB. Per il recupero dei capolini e soprattutto dei semi è necessario indossare dei robusti guanti da giardinaggio data la quantità di piccole spine molto pungenti.

Se poi vuoi raccogliere i petali fai seccare i capolini in una zona arieggiata e ombreggiata.

 

Coltivare il cartamo in vaso

La coltivazione di questa pianta in vaso è poco consigliabile a causa del suo apparato radicale molto esteso.

Anche la sua grossa e lunga radice a fittone non  aiuta a coltivare il cartamo in vaso.

Invece il suo rivale, lo zafferano, è possibile coltivarlo con ottimi risultati anche in vaso sul balcone.

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Le proprietà di questa spezia

Di questa pianta si utilizzano i semi, dai quali si ricava un olio molto apprezzato perché molto ricco di benefici acidi grassi del gruppo omega-6, e i petali dei fiori.

Con i petali dei fiori, che una volta secchi diventano di un rosso vivo, si tingono e si insaporiscono le vivande al posto del più caro zafferano.

carthamus tinctoriusSi possono anche tingere le stoffe, infatti il cartamo è considerato pianta tintoria.

Nei fiori vi  è un pigmento colorante chiamato cartamina   che dà, a seconda  del procedimento utilizzato, il colore giallo o quello rosso che è più apprezzato.

Per questo motivo coltivare il cartamo era diffuso sino a quando i colori sintetici non hanno sostituito quelli naturali.

Questa pianta aromatica è ricca di vitamina C, è lassativa e antireumatica.

Buon calmante della tosse dona vigore fisico e mentale.

Tuttavia più importante dei fiori è l’olio che si ricava dai suoi semi.

Questo olio contiene anche la vitamina K così importante per il nostro organismo.

Infatti questa preziosa vitamina  svolge un’azione  coagulante e antitumorale oltre che essere una preziosa alleata contro l’osteoporosi.

Coltivare il cartamo è effettuato  su larga scala  per l’estrazione dell’olio, importante per il suo contenuto di grassi insaturi, superiore a quello di altri oli.

Questo olio abbassa il colesterolo nel sangue, viene utilizzato per il trattamento delle malattie cardiache e come stimolante per la circolazione.

Ha proprietà antinfimmatorie e antidolorifiche.

Si usa esternamente per curare distorsioni,contusioni e infiammazioni della pelle.

La medicina popolare gli assegna molte proprietà: rinforzerebbe l’attività fisica e mentale e aiuterebbe l’attività sessuale.

Nei tempi antichi si impiegavano infusi di cartamo per donare forza e vigore alle persone anziane e quest’usanza si è mantenuta sino ad oggi in Africa e in India.

 

Il cartamo in cucina

Un tempo questa spezia era chiamata “lo zafferano dei poveri” perché  veniva utilizzata al posto del più caro zafferano in quanto è più economica.

Lo zafferanone, altro nome popolare  del cartamo, contribuisce a rendere più denso il latte grazie ad un particolare enzima che contiene.

Quindi è perfetto per addensare budini e creme.

Inoltre un consumo regolare di questo olio, che è ottimo usato sull’insalata per esempio, riduce l’accumulo di grasso nell’addome.

Alcuni studiosi hanno appurato che dopo un certo periodo di assunzione regolare di olio di cartamo effettivamente si riduce il grasso corporeo.

Quindi questo olio è un alimento favorevole per contrastare l’eccesso di peso e le patologie ad esso connesse.

Ha un colore rosso dorato ed è caratterizzato da un’elevata viscosità, il suo sapore ricorda quello della nocciola.

E’ meglio impiegarlo a crudo anche se può essere riscaldato leggermente.

Dà risalto alle insalate e alle verdure crude ma può essere impiegato con buoni risultati anche per condire le verdure cotte o al vapore.

Dopo l’apertura della bottiglia è possibile utilizzarlo per un periodo di circa 2 mesi.

 

Conclusioni

cartamo fiorePer tutte queste sue qualità coltivare il cartamo e impiegare il suo olio è davvero una mossa vincente.

Voglio concludere facendo un breve riassunto delle numerose qualità di questa pianta così poco conosciuta che per tanto tempo è stato il rivale della spezia più conosciuta: lo zafferano.

Il cartamo può essere impiegato come:

1) pianta tintoria per tingere le stoffe

2) colorante naturale di colore  giallo per gli alimenti

3)  come colorante, in polvere, per la fabbricazione di rossetti e belletti

4) i suoi semi commestibili e nutrienti sono molto gustosi tostati

5)  l’infuso di cartamo dona vigore e forza alle persone anziane

6) le sue infiorescenze  vengono richieste dai fioristi per le composizioni e le decorazioni floreali secche

7) l’intera pianta e anche gli scarti della lavorazione dei semi vengono  impiegati, per l’alto contenuto di fibre e di proteine che contengono, per l’alimentazione del bestiame.

Vediamo adesso l’utilità del suo olio e il suo uso.

1) l’olio di cartamo entra nella preparazione di creme e lozioni, in quanto è un perfetto prodotto idratante

2) nutre i capelli e li protegge dalla caduta

3)  ha molte qualità importanti per l’organismo e viene usato anche come dimagrante

4)  viene usato  per fare essiccare più lentamente i colori che ammorbidisce e fluidifica

5) non ingiallisce alla luce quindi è perfetto per le tonalità chiare

Hai visto quante qualità e quanti usi ha questa spezia così poco considerata?

Il mondo vegetale è davvero ricchissimo di piante straordinarie per la loro versatilità e le loro proprietà che tante persone purtroppo non conoscono.

E’ il sistema nel quale siamo immersi che vuole tenerci nell’ignoranza e queste virtù dei vegetali non vengono pubblicizzate.

Questo tuttavia è un discorso che ci porterebbe troppo lontano.

Se vuoi vedere le piante aromatiche che coltivo e conoscere tante notizie su di loro guarda il video post cliccando il link qui sotto

Aromatiche: svelati tutti i loro segreti

Adesso non mi resta che inviarti

Un dolce affettuoso saluto da

Comments (8)

  1. Arianna Puntiroli 3 maggio 2013
  2. emanuele 16 maggio 2013
  3. Lorena Massimino 29 gennaio 2014
  4. giusi boldetti 21 giugno 2015
  5. Franco 24 agosto 2015
  6. Ruggero 5 ottobre 2015
  7. michele 16 febbraio 2016

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