Curarsi con le erbe: come curarsi con le piante officinali

La conoscenza delle piante officinali è sempre stata fondamentale nella storia dell’uomo che doveva curarsi con le erbe non   possedendo altre medicine.erbe officinali e tisana con le erbe

Nell’antichità la conoscenza delle piante officinali portava coloro che la possedevano fra i membri più prestigiosi di quella società.

Curarsi con le erbe era un passaggio obbligato nell’antichità se si voleva guarire perchè non esistevano altri mezzi.

 

 Storia della erboristeria: curarsi con le erbe

Per gli antichi Cinesi, gli Indiani, gli Egizi e i popoli della Mesopotamia non esisteva altro mezzo per recuperare la salute che curarsi con le erbe.

Le piante officinali hanno costituito un valido alleato per l’umanità in tutte  le epoche, tutti i popoli hanno usufruito dei loro principi attivi per curare le malattie che li affliggevano.

In alcuni papiri egizi si sono trovate antiche ricette che riguardavano come  curarsi con le erbe, fra le quali le più menzionate sono il coriandolo, il ginepro, il finocchio selvatico e il timo.

In Grecia nel 460 a.C. nacque quello che è considerato il padre della medicina, Ippocrate, che fu il  primo a selezionare  ben 400 medicinali a base di piante officinali.

Era un convinto sostenitore dei vantaggi del curarsi con le erbe e alcune di queste ancora oggi vengono impiegate nella stessa maniera e con le stesse finalità.

Per esempio la menta  già ai suoi tempi veniva usata come stomachico e  anche oggi le sue proprietà digestive vengono apprezzate e impiegate.

Sempre al mondo greco appartengono sia il primo erbario sia il primo metodo scientifico per classificare piante e fiori.

IL medico romano Claudio Galeno formulò ricette composte da più vegetali che consentivano di curarsi con le erbe in modo più efficace.

I suoi “preparati galenici” non solo consentivano di curare ogni patologia con le piante officinali ma venivano anche presi in esame diversi parametri, che saranno rivalutati solo ai nostri giorni, come l’età, il peso e le caratteristiche fisiche del paziente.

Nel Medioevo la conoscenza delle piante officinali e l’arte di curarsi con le erbe vennero relegate nelle mura di conventi.

Non posso non citare la badessa Idelgarda di Bingen che nel Medioevo fu uno dei maggiori erboristi e scrisse due erbari che ancora oggi vengono consultati per quanto riguarda curarsi con le erbe. molti tipi di piante officinali

Parallelamente nel mondo arabo personaggi di grande levatura, come Avicenna e Averroè, proseguirono gli studi dei medici greci.

Le città del  Cairo e di Damasco diventarono importanti centri di medicina dove numerosi pazienti affluivano per curarsi con le erbe.

Nell’anno Mille gli Arabi conquistarono la Spagna portando con sé le loro scoperte sulle piante officinali e facendo di questa nazione il paese più all’avanguardia d’Europa.

Il Rinascimento diede nuovo impulso all’erboristeria che si sviluppò in modo notevole anche per la scoperta delle spezie soprattutto della cannella a cui vennero attribuite proprietà straordinarie.

Iniziarono quindi ad essere scritte opere mediante le quali anche la gente comune iniziò ad avere accesso alla fitoterapia e potè così iniziare a curarsi con le erbe senza dovere sempre ricorrere all’esperienza di uno speziale.

La conoscenza e lo studio delle piante officinali proseguì per tutto il 1700 e alla fine di questo secolo Samuel Thomson, che aveva studiato la medicina naturale dei nativi americani, sviluppò un altro efficace sistema per curarsi con le erbe.

Come ho già accennato la cannella era, soprattutto nell’epoca rinascimentale, una delle spezie più in voga le si attribuivano moltissime proprietà che in parte la scienza moderna ha riconosciuto.

A quell’epoca era una delle spezie più costose perchè era molto richiesta ma non era possibile coltivarla in Europa, veniva portata dai mercanti attraverso le vie carovaniere che dall’Asia giungevano sino al continente europeo.

Per fortuna oggi questa utile spezia ha un prezzo più che abbordabile ma le sue indubbie proprietà sono rimaste intatte ed è per questo che questa spezia  non dovrebbe mancare nelle nostre case.

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Samuel Thomson

Samuel ThomsonSamuel Thomson (1760-1843) fu il primo erborista americano di rilievo ed ebbe la fortuna di studiare le piante officinali americane   con alcuni guaritori indiani.

Quando sua figlia si ammalò gravemente e un medico la dichiarò affetta da un male incurabile decise di curarla con le piante officinali e i bagni caldi e siccome la cura ebbe successo si dichiarò “medico”.

Ebbe la prova che curarsi con le erbe era molto meglio che affidarsi ai medici “regolari” che a quel tempo per curare  prescrivevano   salassi, potenti lassativi e preparazioni mercuriali.

Samuel Thomson sviluppò un metodo per curarsi con le erbe che comprendeva bagni molto caldi e erbe officinali che erano già impiegate  dai nativi americani.

Non solo fu il primo erborista americano ma fu anche il primo genio del marketing medico-farmaceutico.

Nel 1813 ottenne un brevetto che gli consentì di  concedere in licenza a livello nazionale il suo metodo di medicina erboristica che  permetteva di curarsi con le erbe rimanendone però sempre il legittimo proprietario.

Nel 1822 diede alle stampe un libro che parlava delle piante officinali e del suo rivoluzionario metodo di curarsi con le erbe.

Molte donne acquistarono questa sua opera cogliendo così l’opportunità di aggiungere una parvenza di legittimità alle pratiche erboristiche apprese a voce dalle madri o da altre donne.

Al culmine della popolarità Thomson affermava di avere ben tre milioni di affiliati, la stima era esagerata, ma il suo metodo di curarsi con le erbe era indubbio che godesse di una enorme popolarità.

Per le sue cure venivano utilizzate ben 65 piante officinali e Thomson comprese di potere incrementare i suoi guadagni vendendo formule preconfezionate.

Poiché queste formule erboristiche facevano parte del sistema terapeutico che consentiva di curarsi con le erbe efficacemente e che egli aveva brevettato divennero note come “patent medicines” medicinali brevettati.

Con il passare del tempo la sua divenne una vera a propria industria.

Non tutti i suoi prodotti  erano di buona qualità e servivano per curarsi con le erbe alcuni consistevano in misture preparate con alcool e altre sostanze non medicamentose.

Alla morte di Thomson nel 1843 il suo sistema terapeutico passò di moda anche se alcuni terapeuti continuarono praticarlo e a curare con le piante officinali e i bagni caldi.

Però ben presto i suoi metodi di cura furono largamente sostituiti dall’omeopatia.

 

Curarsi con le erbe oggi

Nell’Ottocento, con lo studio sistematico  e scientifico sulla  composizione chimica delle piante e sull’anatomia, venne creata la medicina moderna che lasciò in disparte il curarsi con le erbe e decretò la fine della medicina popolare.numerose piante officinali

Ai nostri giorni un numero sempre crescente di persone si rivolge a metodi di cura naturali rivalutando il curarsi con le erbe sia per ovviare agli spiacevoli effetti collaterali delle medicine sia per recuperare uno stile di vita  maggiormente a misura d’uomo.

Si è riscoperta l’utilità di curarsi con le erbe, che sono rimedi naturali, utilizzando le singole parti delle piante officinali.

Non si tratta di una moda perché i molti casi di malattie curate con successo con metodi naturali e in special modo con le erbe officinali attestano l’importanza di curarsi con le erbe naturalmente sempre sotto il controllo di un medico o di un erborista.

Molte sono le vere e proprie scienze che si occupano di utilizzare le piante officinali per la cura delle malattie.

Dall’erboristeria, antica scienza di riconoscimento delle piante officinali e dei rimedi vegetali, alla fitoterapia, che studia i principi attivi delle piante officinali e come possono essere utilizzati  per curare le malattie, all’omeopatia, all’Aromaterapia, ai Fiori di Bach.

Sempre più spesso la medicina tradizionale utilizza alcuni metodi della medicina alternativa come affiancamento alle terapie tradizionali.

Un’altra spezia molto usata nella medicina tradizionale per le sue indubbie qualità, riconosciute e utilizzate anche dalla medicina moderna, ha preso il nome di chiodi di garofano.

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Prudenza nel curarsi con le erbe

digitale purpureaSpesso si pensa, equivocando, che tutto ciò che è naturale è blando e non fa male.

Voglio ricordare che i principi attivi contenuti nelle piante officinali possono essere potenti e se presi non nelle giuste dosi anche dannosi.

Alcune  piante officinali poi contengono dei principi attivi che sono pericolosi come è il caso per esempio della digitale purpurea (Digitalis purpurea).

Le foglie di questa pianta officinale contengono  principi attivi che hanno potenti effetti sul cuore indicati nel caso di insufficienza cardiaca.

Tuttavia le stesse sostanze se assunte in dosi eccessive causano seri problemi quali aritmie e blocchi cardiaci che possono condurre al decesso.

Quindi è assolutamente indispensabile, prima di assumere tisane e decotti per curarsi con le erbe, ricorrere all’aiuto di un professionista che sia un medico, un naturopata, un erborista o un farmacista.

Quando poi si tratta  di estratti di erbe il consiglio che ti ho dato, di rivolgerti a uno specialista abilitato, è quanto mai valido perché gli oli essenziali e gli estratti alcoolici concentrano i principi attivi presenti nelle piante officinali quindi vanno assunti nei modi e con il dosaggio indicato da un professionista del settore evitando di curarsi con le erbe  con leggerezza.

In molti casi è semplice comprare gli oli essenziali e le tinture madri che però vanno usati con criterio  chiedendo a un professionista per evitare che, usati impropriamente, siano più dannosi che utili.

Con queste raccomandazioni, che ho ritenuto importante passarti, finisco questo post che tratta del curarsi con le erbe un argomento affascinante ma che va affrontato con la dovuta prudenza.

Adesso non mi resta che inviarti un dolce affettuoso saluto da

mia-firma

 

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