Come coltivare il mirto il re della macchia mediterranea

mirto foglie e fruttiColtivare il mirto significa coltivare una delle piante aromatiche che è tipica della macchia mediterranea.

Il mirto ha un’origine controversa: c’è chi dice che sia originario dell’Asia minore  e c’è chi invece ritiene che la sua culla sia il   Nord Africa.

Questa aromatica ancora oggi cresce selvatica lungo i litorali, nelle siepi e nelle boscaglie.

E’ spontanea in quasi tutta l’area mediterranea dal livello  del mare sino a quasi i 500 m di altitudine.

Il mirto vegeta in tutto il mezzogiorno europeo ed è  diffuso specialmente in Grecia, in Italia, in Spagna ma lo si trova anche nella Francia mediterranea.

Amante  del caldo e del sole difficilmente si trova a suo agio nelle regioni a Nord delle Alpi.

Tuttavia vetusti esemplari di questa aromatica così affascinante prosperano lungo il litorali delle contee sud-occidentali dell’Inghilterra a causa del clima meno freddo perchè mitigato dalla corrente del Golfo.

Come coltivare il mirto è noto da tempi immemorabili.

Questa era una delle piante aromatiche già apprezzate dagli Assiri e dagli antichi Egizi per le sue proprietà  cosmetiche e curative.

Era una pianta sacra agli antichi greci che offrivano fronde di mirto ai loro defunti perché si diceva che ne crescessero dei boschetti nell’Ade dove queste antiche popolazioni situavano il regno dei morti.

Per questo motivo questa pianta, come oggi il cipresso, era considerata una pianta funeraria.

Una leggenda narra che Bacco, dovendo recarsi agli inferi per liberare la madre colpita dai fulmini di Giove, lasciasse in cambio della sua liberazione una pianta di mirto.

Tuttavia il mirto non è solo associato ai defunti  ma ha una simbologia duplice: simboleggia la morte ma anche  la vita,  la luce ma nello stesso tempo  le tenebre.

Questa pianta fu sempre associata a divinità femminili.

Nella mitologia greca molte eroine e amazzoni avevano nel loro nome la stessa radice di quella  del mirto come per esempio Myrine, Myrtò e Myrsyne.

Quest’ultima era una guerriera uccisa da giovani invidiosi della sua abilità in battaglia che Atena, impietosita per la sua sorte, trasformò in mirto.

Dal suo nome, dice la leggenda, deriva il nome di questa aromatica.

Roma era considerata “la città del mirto” e veniva così chiamata perché numerosi alberi di mirto esistevano nel territorio su cui fu fondata.

Coltivare il mirto nell’antica Roma era considerato un atto sacro.

Infatti questa pianta era consacrata a Venere dea della bellezza e se ne piantavano boschetti in suo onore.

Secondo Plinio coltivare il mirto nei luoghi pubblici significava onorare Venere affinchè questa dea offrisse la sua benefica energia di pace e bellezza.

Per questo motivo il mirto fu il primo albero ad essere piantato nei luoghi pubblici dove simboleggiava la vittoria ottenuta senza spargimento di sangue.

Una leggenda narra che, dopo il ratto delle Sabine, Romani e Sabini si riconciliassero  purificandosi con rami di mirto.

In ricordo della loro riconciliazione furono piantati ai piedi del Campidoglio due alberi di mirto.

Secondo un mito greco Afrodite, (Venere) la dea dell’amore, quando nacque dalla spuma del mare per coprire le sue nudità si rifugiò in un boschetto di mirti.

Ovidio, famoso poeta latino, modifica leggermente questa leggenda e narra che Venere, nata dal mare, copre le sue nudità con fronde di odoroso mirto.

Da quel momento la pianta fu sacra a questa dea e divenne il simbolo di una vita ricca di affetti e di fecondità.

Nella Roma antica corone di mirto venivano poste sul capo degli sposi durante il banchetto nuziale per augurare una felice e prospera vita coniugale, da qui il nome “Myrtus coniugalis”.

Anche nell’Antico Testamento il mirto è citato perché in Israele si intrecciavano ghirlande di mirto da offrire alle giovani donne quando andavano spose.

Durante il Medioevo questa aromatica fu associata all’amore coniugale e in particolar modo alla fedeltà e all’amore eterno.

Ancora oggi,  in Inghilterra e in Germania, si usa mettere nel bouquet della sposa rametti di mirto fiorito come buon auspicio per un matrimonio duraturo.

In molte cerimonie religiose il mirto si bruciava come l’incenso.

Coltivare il mirto era un tempo comune nei monasteri perché questa pianta simboleggia l’amore nelle sue varie manifestazioni: l’amore coniugale, quello passionale, quello casto e innocente e quello spirituale.

A causa della delicatezza e del candore del suo fiore il mirto è stato accostato anche alla Vergine Maria  come il simbolo della sua purezza e umiltà.

Inoltre si dice che dal suo legno emanino vibrazioni vitali.

Ecco perché in alcune culture si usava toccare i bambini appena nati con un ramo di mirto per propiziare la loro forza vitale e la gioia di vivere.

Come hai avuto modo di notare la storia del mirto è molto antica, complessa e affascinante ricca com’è di simbolismi e leggende come poche altre piante aromatiche possono vantare.

Vale davvero la pena di coltivare il mirto questa odorosa aromatica non solo utile e ornamentale ma anche così carica di storia.

 

Descrizione di questo arbusto sempreverde

mirto in fioreIl mirto appartiene alla famiglia delle Myrtacee, nome scientifico Myrtus Communis.

La pianta del mirto è un arbusto sempreverde che può raggiungere i 4 metri di altezza, ma generalmente rimane sui due metri di altezza, con rami esili che portano piccole foglie ovali, coriacee e persistenti, di colore verde scuro.

Le sue foglie, se sfregate, sprigionano un caratteristico profumo molto aromatico.

I fiori, intensamente profumati, crescono solitari, sono di colore bianco e sono formati da cinque petali piuttosto grandi che li rendono ornamentali e appariscenti.

La loro leggerezza, il loro colore candido che spicca fra il fogliame di colore verde scuro e brillante, i loro vistosi stami dorati fanno del mirto durante la sua fioritura un arbusto molto ornamentale.

I suoi fiori sbocciano tra maggio e luglio all’ascella delle foglie.

Nei mesi invernali maturano i suoi frutti che assomigliano a quelli del mirtillo.

In genere il loro colore è bluastro, ma ve ne sono varietà che hanno le bacche di colore bianco o rosso.

Coltivare il mirto è non solo utile ma anche appagante a motivo della sua bellezza che lo situa fra le piante degne di   adornare parchi e giardini.

 

Come coltivare il mirto

Il mirto vuole caldo, sole e terreno molto ben drenato.

Se assicuri queste sue esigenze coltivare il mirto diventa facile.

E’ una pianta per climi miti ma sopporta qualche lieve gelata se viene riparata.

Per esempio puoi collocarla contro un muro che la proteggerà dai venti freddi.

Se vuoi una pianta rigogliosa, che in estate ti donerà una spettacolare fioritura, prima di collocarla a dimora concima il terreno con un concime a lenta cessione.

Innaffiala periodicamente facendo però attenzione che fra un’annaffiatura e l’altra  la terra si asciughi bene.

Certo il mirto sopporta bene la siccità e le estati torride ed afose ma si sviluppa  al meglio in climi temperati e soprattutto se l’acqua non viene a mancare per lungo tempo.

Per quanto riguarda la potatura pota solo i succhioni che si dovessero sviluppare alla base della pianta, dirada la chioma togliendo qualche ramo e rimuovi i rami rovinati dalle intemperie.

Non  eseguire potature drastiche perché queste piante aromatiche fioriscono sui rami di un anno quindi rovineresti la fioritura.

Il mirto può essere riprodotto per talea o da seme.

Con la talea si hanno delle piante uguali alla pianta madre,  vigorose e precoci, capaci di dare la prima fruttificazione presto,  dopo solo due anni.

Ecco come è possibile moltiplicare la pianta di mirto tramite talea.

In tarda primavera, inizio estate, si prelevano delle porzioni di rami semi-maturi, possibilmente senza fiori, dalla pianta madre e si interrano in un grosso vaso con del terriccio ben drenato.

Consiglio di spolverarle, prima di piantarle, con ormoni radicanti per favorire la radicazione.

Le si tiene al caldo ma ben umide sino alla primavera seguente quando si potranno piantare in vasetti singoli o a dimora in terreno soffice e fertile, ben sgombro da altre erbe.

Per coltivare il mirto e riprodurlo è conveniente anche la semina che è semplice e ha bassissimi costi.

Tuttavia le piante riprodotte con il seme non entrano in produzione prima dei 4 anni di età e sono più delicate durante la crescita.

Per seminare il mirto agisci in questo modo.

Alla maturazione delle bacche, nei mesi di dicembre gennaio, in cassette da semina semina  le bacche semi-appassite.

Purtroppo occorre seminare solo le bacche ben mature e leggermente raggrinzite ma non secche perché perdono rapidamente il loro potere germinativo.

Quindi ricapitolando se vuoi coltivare il mirto puoi seminarlo e aspettare circa 4 anni per poterlo ammirare con le sue bacche oppure puoi fare  talee.

Più semplicemente puoi acquistare una pianticella di mirto già ben formata.

E’ vero che  è più costosa però si accorcia di molto il tempo necessario perché la possa ammirare adulta in tutta la sua bellezza.

Inoltre, essendo il mirto una pianta anche ornamentale, ne sono state create delle varietà molto appariscenti e graziose.

 

 In questa aromatica troviamo bellissime  varietà

mirto bacche bianchePrima di coltivare il mirto pensa quale varietà vuoi comprare.

Infatti, oltre al mirto comune, vi  sono alcune varietà molto ornamentali e particolarmente adatte per abbellire il giardino piuttosto che essere relegate nell’orto.

Vale la pena di cercarle per coltivare il mirto anche con varietà particolari ma non meno odorose della specie tipo.

Per esempio del “Myrtus communis” esiste la varietà “Variegata” che simile al mirto comune ha però la particolarità di presentare le foglie variegate di colore crema.

Questa differenza, fra la parte verde scura della foglia e la parte color crema, ne fa una pianta ornamentale lungo tutto l’arco dell’anno.

Perché risalti al meglio la colorazione delle sue foglie questa varietà  deve essere collocata in pieno sole.

Voglio indicarti un’altra bellissima varietà, la “Myrtus communis subsp. Tarentina”, questa cultivar è chiamata così perché cresce spontanea nelle regioni più calde d’Italia.

Da qui deriva il suo nome  di Tarentina  perchè è comune in Sicilia specialmente  nella regione di Taranto.

E’ un arbusto sempreverde piccolo e compatto, non molto alto, altezza massima 1,5 metri, dalla lenta crescita.

Ha le foglie più piccole del mirto comune e molto odorose.

Sopporta meno bene di quest’ultimo le basse temperature e il vento freddo.

E’ un’ottima scelta se vuoi coltivare il mirto  in uno spazio contenuto e in clima mite.

Se poi non hai terreno ma possiedi un terrazzo una varietà ottima per il vaso è la cultivar “Myrtus communis varietà  Compacta.

Questa è una varietà  nana con foglie di un aroma così intenso  che devono essere usate con moderazione nei cibi.

Puoi coltivare il mirto di questa particolare cultivar non solo in vaso ma anche in piena terra per formare piccole siepi che non temono il secco e il sole delle regioni meridionali.

Come ultima informazione ci tengo a dirti che le bacche del mirto di solito bluastre a maturazione possono essere nelle varietà coltivate anche di colore rosso o bianco con un effetto molto ornamentale.

 

Come coltivare il mirto in vaso

Come ho accennato più sopra è possibile coltivare il mirto in vaso.

Ecco la mia personale ricetta che permette di avere piante di mirto ben fogliose e rigogliose.

Prendi un vaso capiente,  usa del terreno leggermente acido o neutro e soprattutto fai in modo che abbia un drenaggio perfetto.

Poi  colloca il vaso al sole e al riparo di un muro perché il mirto, come molte altre piante, non gradisce il vento.

Se la temperatura della tua zona in inverno scende sotto lo 0 porta il  contenitore al riparo in un ambiente fresco e luminoso.

Il mirto sopporta la siccità però se coltivato in vaso occorre annaffiarlo più frequentementetuttavia fai attenzione bada  la terra si ben asciutta fra un’annaffiatura e l’altra.

In vaso stanno meglio le varietà più contenute di mirto.

Se vuoi coltivare il mirto della varietà tipo in vaso bisogna che cambi ogni anno il terreno.

Inoltre occorre un contenitore particolarmente capiente per l’esteso apparato radicale di questa pianta.

Cerca quindi una delle sue varietà più contenute e  potrai godere  per lunghi anni di un sempreverde che non solo sarà decorativo tutto l’anno ma che ti darà ogni volta che lo desideri gustose foglie per la tua cucina.

 

Le sue proprietà

Tutte le parti della pianta del mirto rami, foglie, fiori e bacche contengono un olio essenziale chiamato mirtolo molto utile contro le infiammazioni delle vie respiratorie, il catarro e le bronchiti.

Le foglie del mirto, e l’olio essenziale in esse contenuto, hanno la proprietà di portare benefici al sistema immunitario nella stagione invernale per la loro azione antisettica che, come ho già detto, agisce quando si è raffreddati.

Quindi coltivare il mirto diviene particolarmente utile in inverno perché è possibile impiegare le sue foglie fresche contro le affezioni delle vie respiratorie.

Le sue bacche, invece, svolgono un’azione astringente, aromatica e tonica.

Inoltre, secondo la medicina popolare, il mirto avrebbe proprietà curative nelle cistiti, nei disturbi genitourinari e come sedativo degli spasmi viscerali.

L’olio di mirto, usato esternamente, tonifica la pelle e ne riduce l’eccessiva untuosità.

L’”acqua aromatica di mirto”, ottenuta nel corso del processo di distillazione dell’olio essenziale, era in passato chiamata “L’acqua degli angeli” per i benefici che apportava   alla carnagione e alla bellezza del viso.

Può essere usata anche come dopobarba.

Il profumo del mirto purifica l’aria e rende l’atmosfera armoniosa donando tranquillità interiore.

Un motivo in più per coltivare il mirto e aspirare il suo gradevole profumo sostando in vicinanza della pianta specialmente quando è in fiore.

 

Il mirto in cucina

mirto in vasoColtivare il mirto significa avere sempre a disposizione le sue foglie e, per diversi mesi, anche le sue bacche entrambe usate  nella preparazione di saporite vivande.

Già ai tempi degli antichi romani le bacche di mirto venivano impiegate  come ingrediente principale per una salsa di bacche di mirto che si considerava un perfetto accompagnamento per le carni di maiale arrosto.

Le sue foglie e le sue bacche ancora oggi vengono usate in tutta l’area mediterranea per insaporire piatti di carne, specie di carne d’agnello, e di pesce.

Il mirto è molto usato in Sardegna per profumare il maialino al forno e allo spiedo.

Con le bacche, sempre in Sardegna, si prepara un noto liquore denominato “Liquore di mirto” ottimo a fine pasto come digestivo.

Fra le piante aromatiche nel meridione non può mancare il mirto, tradizionale condimento di tanti piatti  tipici.

Se  vuoi conoscere un’altra pianta aromatica e officinale che insaporisce i cibi in cucina allora ti invito a cliccare qui sotto questo banner

 

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Conclusioni

Il mirto, profumato e selvatico,  è stato cantato da numerosi poeti che con la loro sensibilità esaltarono questo arbusto che cresce libero e selvaggio.

Il poeta latino Virgilio in un passo delle sue Georgiche per i mirti usa l’espressione “amantis litora myrtos” ovvero “i mirti innamorati delle spiagge”.

Il mirto è una pianta che ricorda il caldo, il profumo del mare, il clima forte del meridione.

Una pianta di mirto tutta coperta di bianchi fiori profumati  mi ricorda il mare di Sardegna, il caldo sole, il frinire delle cicale e la bellezza selvaggia della macchia mediterranea.

Ti invito perciò ancora una volta a coltivare il mirto, un’aromatica carica di antichi simboli, così utile e bella.

Ho trattato questa aromatica che se è conosciuta ed apprezzata nel Meridione lo è meno nelle zone Settentrionali dove fatica a crescere.

Eppure è così bella,  profumata e utile che è un vero peccato non coltivarla.

Nelle zone poco vocate, perchè troppo fredde nel periodo inverale, consiglio di metterla in un grosso contenitore che andrà ritirato in serra fredda, va benissimo quella che si usa per gli agrumi,  durante l’inverno.

Ho voluto  trattare  nella sua interezza questa aromatica che mi è cara perchè cresce libera e selvaggia nella mia terra di origine la Sardegna e spero, con queste mie parole, di avertela fatta apprezzare come merita.

Se poi vuoi conoscere un’altra pianta aromatica bella per la sua fioritura e ottima per insaporire i piatti in cucina guardala nel video post che ho girato su di lei

Il finocchio selvatico: una delle aromatiche più appariscenti

A questo punto ritengo di averti detto molte cose su questa bella aromatica e anche se con rammarico annuncio che questo post è giunto al termine.

Adesso non mi resta che inviarti  un dolce affettuoso saluto

 

9 commenti a “Come coltivare il mirto il re della macchia mediterranea”

  1. ecco perché sul mio terrazzo fiorisce il mirto….

  2. Rita Seminara scrive:

    Ciao Riccarda ,finalmente ho anche io una piantina di mirto che mi hanno regalato,sono una appassionata di erbe aromatiche li uso molto ,seguirò i tuoi consigli x coltivarlo in quanto al clima non ci sono problemi visto che sono in SICILIA IO AMO LE NOSTRE ISOLE e sarà x questo che amiamo anche questa pianta che cresce come ai detto tu libera e selvaggia come le nostre terre stupende !!!!! baci RITA !!!

  3. Luciano Rossi scrive:

    ORA FIORIRA' ANCHE SUL MIO

  4. grazie per la esauriente spiegazione. conoscevo solo il mirto nero e quello bianco….Zeda Piras.

  5. Luisa Calgaro scrive:

    Grazie per questo racconto così poetico…ho una casa a creta e due piantine di mirto,ma la voglia è di piantarne altre;il piccolo problema che è piuttosto costoso

  6. Maria Arpea scrive:

    il mirto è talmente forte che è riuscito a vivere e prosperare anche in un terrazzo milanese!

  7. Salvo Solarino scrive:

    Ciao Riccardo,mi chiamo Salvatore gentilmente volevo sapere come si riconosce il mirto come spezia (per condire carne o pesce) a un nome specifico.

  8. mi sono portata a casa (provincia Torino)una piantina comprata in una fiera in Sardegna dopo 15 giorni si sono accartocciate le foglie perchè l'avevo bagnato una volta sola , e faceva ancora molto caldo.. dopo l'annaffiatura sembrava riprendersi un po' ma per sicurezza l'ho portato dalla fioraia per avere un consiglio. praticamente l'ho poi messo a bagno nell'acqua per mezz'ora poi il giorno dopo l'ho svasato e messo in vaso più grande e tagliato qualche pnta così come mi aveva consigliato la fioraia. Risultato è tornato peggio di prima… ora son passati tre giorni e nessun miglioramento… Morirà? :(
    Hai qualche consiglio da darmi? Grazie

    • Riccarda scrive:

      Ciao Pina,
      spero che la mia risposta non ti giunga troppo tardi.
      Metti la piantina all’ombra e non toccarla più certo che avendola rinvasata deve riprendersi dal rinvaso.
      Innaffiala moderatamente e solo quando vedi che il terreno è asciutto.
      Anche se perde le foglie non disperare se non la sposti e hai pazienza ci sono buone probabilità che si riprenda.
      Un caro saluto da
      Riccarda

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