Coltivare il peperoncino piccante delizia

peperoncini piccanti varietàIn questo post voglio parlarti  di come coltivare il peperoncino che se sei appassionato nel coltivare aromatiche non puoi tralasciare.

Questa spezia utilizzata nelle cucine di tutto il mondo non può mancare nella tua collezione.

E’ così amata e popolare che di peperoncini ne esistono di tanti tipi tutti  con numerose varietà.

Attira schiere di appassionati che si dilettano a coltivare il peperoncino declinato nelle sue numerose cultivar.

Quindi parlare di questo piccante  frutto è faccenda delicata.

Io mi limiterò a dare  delle indicazioni generali su come si possa coltivare il peperoncino al meglio accennando soltanto ai vari tipi e cultivar.

Concludo  questa premessa con una piccola  confessione: non amo troppo il piccante preferendo il dolce.

Un mio amico grande appassionato del piccante e che si dedica già da tempo a coltivare il peperoncino in numerose varietà conoscendo questa mia caratteristica mi ha fatto dono di un peperoncino moderatamente piccante  che ho imparato ad apprezzare e che dà un nuovo sapore ai miei piatti.

 

Facciamo chiarezza

Molti mi chiedono che differenza ci sia fra peperone e peperoncino e cosa sia il peperoncino di cayenna.

Voglio fare chiarezza fra questi vari termini che spesso vengono confusi fra loro.

Innanzitutto voglio ricordare che tutti i tipi di peperoni sia piccanti che dolci appartengono alla vasta famiglia delle Solanacee un’importante famiglia che comprende anche le patate (Solanum tuberosum), le melanzane (Solanum melongena) e i pomodori (Solanum lycopersicum).

peperoniI peperoni e i peperoncini  appartengono al genere Capsicum che indica una pianta erbacea o arbustiva, perenne nei suoi luoghi d’origine, ma coltivata spesso come annuale.

Tutti i tipi di peperoni piccanti e dolci fanno parte del genere Capsicum però le varietà piccanti vengono indicate  con il nome di peperoncini e la spezia che ne deriva viene chiamata anche paprika.

Il peperoncino di cayenna altro non è che una varietà molto piccante di peperoncino dal quale si estrae una spezia in polvere altrettanto piccante.

Invece le varietà dolci che si consumano crude ma anche cotte vengono chiamate peperoni.

In questo post prenderò in esame come coltivare il peperoncino quindi le varietà piccanti del genere Capsicum.

Il peperoncino ha differenti nomi viene chiamato in Italia peperoncino, in Francia il suo nome è piment dal nome della spezia che si ricava da  lui, nei paesi di lingua spagnola e inglese viene chiamato chili un termine che deriva dal nome originale messicano di questa pianta.

 

Un po’ di storia

La storia delle spezie e delle piante è sempre molto affascinante, almeno per me, e la storia del peperoncino non fa eccezione a questa regola.

Le origini del peperoncino sono sudamericane.

Le forme selvatiche delle piante che oggi coltiviamo  erano conosciute dalle popolazioni del Sud America già dal 7000 a.C.

Si sono trovati reperti archeologici dove  si è scoperto che il peperoncino era già presente come pianta coltivata in Messico ed era la sola spezia usata dalle popolazioni autoctone del Messico e del Perù.

Tutte le specie di peperoncino coltivate ancora oggi sono state addomesticate da queste popolazioni ben prima della scoperta dell’America.

In Europa a quei tempi l’unica spezia piccante conosciuta era il pepe nero che veniva importata dall’India quindi aveva un prezzo elevato che solo poche persone si potevano permettere di pagare.

Arriviamo al 1400 alla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo che  nel Nuovo Continente ci andò più volte.

Nel suo secondo viaggio nel 1493 sbarcò in un’isola caraibica dove coltivare il peperoncino era una pratica diffusa.

Qui incontrò questa bacca coltivata dagli indigeni ed estremamente piccante, si pensa fosse un peperoncino della varietà Habanero, coltivata ancora oggi e molto diffusa in quelle isole.

Colombo pensò che  quel frutto  così piccante fosse un parente stretto del pepe importato dall’India e quindi gli diede il nome di “pimienta” che in spagnolo significa pepe.

Importò quindi in Spagna queste bacche pensando di farne un fiorente commercio, un business ante-litteram.

Tuttavia le sue speranze andarono in parte deluse perché i guadagni che la Spagna  si aspettava  dal commercio del peperoncino furono deludenti perchè questa pianta si acclimatò benissimo nel vecchio continente e anche in Africa e in Asia.

Coltivare il peperoncino divenne  molto popolare e comune e il suo prezzo quindi scese di molto.

Così il peperoncino divenne un ingrediente importante  della cucina locale di molti paesi anche quelli asiatici e ancora oggi rivaleggia con le numerose spezie già presenti in quei luoghi donando un gusto piccante e caratteristico alle varie ricette.

 

Come coltivare il peperoncino

pianta peperonciniVi sono due sistemi per coltivare il peperoncino.

Il primo sistema è quello di acquistare alcune piantine da un buon vivaista saltando tutta la delicata operazione della semina.

Questo metodo lo consiglio a chi è poco pratico di coltivazioni ma non si vuole privare del piacere e della bellezza di possedere alcune piante di peperoncino nel suo orto o sul suo balcone.

Questo è il metodo più facile e alla portata  anche dei neofiti.

La piantina di peperoncino non è difficile da allevare.

Vuole sole, temperature alte, terreno soffice e apporto idrico abbondante e abbastanza frequente infatti soffre la siccità.

Inoltre vive bene anche in vaso sul balcone dove non solo sarà utile in cucina ma farà la sua bella figura perché le sue bacche, che prendono differenti colori a seconda delle varietà, sono decorative.

Anzi per dirtela tutta alcuni amano coltivare il peperoncino solo delle sue varietà ornamentali che impiegano per dar colore al terrazzo e come coloratissime bordure.

Infatti il colore dei suoi frutti spazia dal giallo chiarissimo quasi bianco al giallo acceso, al viola, e dal quasi nero al rosso più vivo passando per tutte le tonalità di rosso.

Il secondo metodo è usato da numerosi appassionati che non solo non comprano le piante già accestite ma  spesso neppure i semi.

Li conservano gelosamente da un anno all’altro oppure se li scambiano tramite le varie associazioni che raggruppano gli appassionati di questa piccante bacca.

La semina non è semplicissima.

C’è da considerare prima di tutto che in Italia non esiste tutto l’anno il clima tropicale caldo umido ideale per la crescita del peperoncino.

Infatti questa pianta è originaria delle regioni tropicali sudamericane.

Quindi il clima adatto per seminare il peperoncino all’aperto in Italia va da maggio giugno al Nord e da aprile maggio al centro Sud.

Siccome per germogliare occorrono dai 10 ai 15 giorni,  ma per certe varietà occorre aspettare anche un mese,  la crescita e la conseguente maturazione dei frutti può impiegare sino a 120 giorni e ben difficilmente alle nostre latitudini è possibile assistere alla maturazione dei frutti di certe varietà.

Per favorire la germinazione è utile lasciare a bagno per una notte i semi in acqua e camomilla per ammorbidire la loro buccia.

Quindi se si vuole coltivare il peperoncino  seminandolo occorre anticipare quest’ultima a gennaio, febbraio o marzo al coperto con clima e illuminazione controllati.

Con questo sistema avrai le piantine di peperoncino che hanno raggiunto i 20-30 cm di altezza in coincidenza dell’arrivo dei climi caldi.

Saranno perciò pronte per essere trapiantate nella loro definitiva dimora, nei vasi sul balcone o nella terra dell’orto, e potrai ammirare e gustare le loro piccanti bacche.

Per quanto riguarda le modalità di semina non voglio addentrarmi troppo ogni appassionato cultore del peperoncino ha i propri segreti che giustamente non svela….

Però mi sento di darti alcune regole generali che ti consentiranno di coltivare il peperoncino in maniera  corretta.

1)  bisogna approntare una seminiera o dei vasetti dotati di ottimo drenaggio e con terreno da semina soffice e molto fine.

2)  Metti solo un seme per vasetto o  contenitore interrandolo a circa  uno o due cm di profondità ricoprendo il foro che si è così formato con un briciolo di terreno.

3)  A questo punto prendi uno spruzzino e delicatamente, senza smuovere il terriccio, innaffia sino ad imbevere bene il terreno.

Non dimenticare di mantenere sempre umido il terriccio in questa delicata fase.

4)  Passiamo adesso al punto dolente: l’illuminazione.

Coltivare il peperoncino significa soprattutto assicurargli un’illuminazione adeguata simile a quella che c’è qui da noi all’aperto a maggio giugno.

Va da sé che nelle nostre case a gennaio febbraio siamo ben lontani dall’avere quel tipo di luminosità quindi si impone, se non si vuole che le piante “filino” in cerca della luce, si indeboliscano e finiscano col morire, attrezzarsi con un’illuminazione artificiale.

Vi sono differenti metodi che accenno ma che mi riservo di approfondire in seguito.

La migliore fonte luminosa è data dai tubi fluorescenti che emettono uno spettro luminoso che è il più possibile simile a quello ottimale richiesto dalle piantine.

Vanno bene anche le lampade ad incandescenza che possono svolgere la doppia funzione di illuminazione e di riscaldamento.

5)  Bisogna assicurare  una temperatura idonea per la nascita e crescita delle piantine.

Tieni presente che la temperatura ideale per coltivare il peperoncino va dai 28° C. ai 30° C.

Più ci si discosta da questi valori più aumenta il tempo di  germinazione.

Es. se un seme di peperoncino della varietà Habanero impiega solo dai 6 agli 8 giorni per germogliare con una temperatura di 28° C.  questo tempo si allunga sino a raggiungere i 10 -12 giorni se la temperatura si abbassa a 20° C.

Inoltre è minore la percentuale di germinazione.

6)  Un’ultima variabile bisogna considerare: quella  dell’umidità.

Nelle nostre case d’inverno con il riscaldamento in funzione l’umidità del locale può scendere sotto il 22-25 % e danneggiare le delicate piantine.

Il mio consiglio è di tenere uno spruzzino a portata di mano e non spruzzare solo il terriccio o le piantine ma anche tutto il vasetto per aumentare l’umidità.

Questa operazione falla almeno una  volta al dì meglio se mattina e sera.

Queste sono le regole generali che mi sento di consigliarti se vuoi coltivare il peperoncino partendo dalla semina.

Come ti ho già accennato tale metodo non è semplice ci vuole tanta pazienza e passione.

C’è naturalmente anche il rovescio della medaglia nel senso che gustare le bacche o impiegare la polvere dei peperoncini che tu stessa hai fatto nascere sarà davvero un’emozione e una soddisfazione grande.

Inoltre verrai a contatto con tanti appassionati che si passano informazioni e semi e  potrai non solo fare nuove conoscenze ma riuscirai a coltivare peperoncini di varietà rare che la grande distribuzione non commercia.

 

Scala di Scoville

peperoncini appesi a seccareLa scala di Scoville prende il nome dal suo ideatore il chimico statunitense Wilbur Scoville che nel 1912 ideò un test che permetteva di misurare la piccantezza del peperoncino in unità di Scoville (SHU Scoville Heat Units)

Questa piccantezza è data da  alcune sostanze contenute nei frutti del genere Capsicum  la più importante delle quali viene  chiamata capsaicina che stimola le papille del caldo situate sulla lingua e i ricettori del caldo situati in bocca e in gola provocando la nota sensazione di “bruciore”.

Un peperone dolce che non contiene capsaicina ha un valore zero sulla scala Scoville mentre uno dei peperoncini  più piccanti che è l’Habanero ha un valore di piccantezza che si traduce nella scala di Scoville a un valore superiore alle 300.000 unità.

Questo significa che il suo estratto deve essere diluito 300.000 volte in una soluzione acquosa perché il suo grado di piccantezza non sia più percepibile al palato.

La capsaicina pura sulla scala Scoville è 16.000.000 di unità.

Queste misure variano a seconda di chi partecipa al test perché la sensazione di piccantezza è soggettiva.

Per questo motivo oggi si stabilisce la piccantezza con  un sistema chiamato Asta che permette di stabilire unità di misura più precise e  attendibili.

Ecco come puoi fare se il bruciore del peperoncino ingerito diventa troppo intenso.

E’ inutile ricorrere all’acqua, alle bibite dolci o ai succhi di frutta perché la capsaicina non è solubile in acqua.

Tuttavia è solubile nell’alcool e nel grasso quindi

-ingerisci prodotti derivati dal latte come yogurt, panna acida o un pezzetto di burro

– puoi mangiare anche pane e olio

-sciacquati la bocca con sostanze moderatamente alcoliche ma non troppo per non stimolare i ricettori del calore già irritati.

Ottima è la birra e altre sostanze moderatamente alcoliche.

Soprattutto accertati prima di coltivare il peperoncino che sia di una varietà di tuo gradimento per quanto riguarda la sua piccantezza.

Il rimedio migliore è sempre quello di prevenire all’origine quindi togli i filamenti bianchi e i semi del peperoncino quando lo pulisci, sono queste le parti nelle quali si concentra maggiormente la capsaicina.

Usa minori quantità di peperoncino o di polvere di peperoncino rispetto a quella che ti richiede la ricetta poi assaggia.

Se ti sembra poco piccante fai sempre in tempo ad aggiungerne.

Se usi peperoncini conservati in vasetti di vetro o in lattine lavali con cura in acqua corrente prima dell’uso.

 

Specie principali

Il genere Capsicum è un genere che comprende ben 31 specie di cui solo 5 specie vengono coltivate e annoverano quasi tutti i tipi di peperoncino conosciuti al mondo.

Queste specie di Capsicum, peperoncini, comprendono a loro volta decine di varietà.

Per fare chiarezza sul coltivare il peperoncino accennerò soltanto alle principali caratteristiche di questi 5 gruppi senza addentrarmi qui nelle loro varietà.

1) Capsicum annuum

E’ la specie più coltivata al mondo e comprende sia le numerose varietà di peperoni, frutti di grandi dimensioni e di sapore dolce, che  parecchie cultivar di peperoncini di forma allungata con un grado di piccantezza variabile.

Da differenti varietà di Capsicum annuum si ottiene la Paprica o Paprika una polvere che può essere più o meno piccante a seconda delle varietà impiegate.

2)Capsicum baccatum

Le piante di questa specie divengono alte, possono superare i 2 metri di altezza, producono molti frutti e sono resistenti sia alle malattie che agli sbalzi di temperatura.

La forma dei loro frutti può essere piccola e arrotondata oppure  assomigliare a una piccola lanterna.

Una nota varietà che appartiene a questa specie viene detta “Cappello del vescovo”

Se vuoi coltivare peperoncini i cui frutti hanno una forma particolare  e molto ornamentale coltiva questa varietà.

3)  Capsicum chinense

Appartengono a questa specie i peperoncini che hanno in assoluto il più alto grado di piccantezza.

La varietà più  conosciuta che appartiene a questo gruppo è la varietà Habanero.

4)Capsicum frutescens

La principale caratteristica di questa specie è la lentezza di crescita, di fioritura e di maturazione delle cultivar che ne fanno parte.

Nelle nostre zone occorre seminare presto questo tipo di peperoncino in ambiente protetto per poter godere della maturazione dei suoi frutti.

Il Capsicum frutescens comprende varietà che hanno gradi di piccantezza variabili ma in ogni caso secondi come grado di piccantezza alla specie capsicum chinense  che è la più piccante.

La varietà principale di questa specie è la Tabasco

5)Capsicum pubescens

Le piante di questa specie si distinguono con facilità dagli altri gruppi perché le  loro foglie sono coperte da una leggera peluria.

Hanno la particolarità di avere i fiori di colore violaceo e i semi di colore nero o marrone scuro e queste sue caratteristiche ne rendono facile l’identificazione.

Cresce velocemente ed è un rampicante che mal sopporta il calore delle pianure tropicali ma resiste bene al freddo. Infatti nei luoghi d’origine Perù, Bolivia e Equador cresce ad altitudini elevate tra i 1500 ai 2.900 metri di altezza.

Le sue varietà, apprezzate già dalla popolazione Inca, includono  il “rocoto” di piacevole aspetto e con una piccantezza molto particolare conservatasi ancor oggi.

Se vuoi  coltivare peperoncini nelle loro numerose varietà ricerca la varietà “rocoto”  non solo commestibile ma anche ornamentale e davvero insolita.

La sua principale caratteristica è che ha i semi di colore nero.

 

Proprietà del peperoncino

peperoncini violaColtivare il peperoncino significa soprattutto godere delle sue tante proprietà.

Il peperoncino contiene elevate quantità di vitamina C, B1, B2, e protovitamina A.

I peperoncini contengono inoltre sostanze che sono responsabili della loro piccantezza la più importante è  la capsaicina che ha molte qualità.

Mantiene elastiche la arterie e abbassa la pressione sanguigna, è antiossidante, regolatore delle funzioni intestinali e benefica per il fegato.

Inoltre la capacità di queste sostanze di aumentare le secrezioni delle mucose intestinali e dello stomaco rende il peperoncino ottimo per favorire la digestione.

A causa della capsaicina il peperoncino è impiegato per combattere il raffreddore e le bronchiti.

Infatti le sostanze che danno la piccantezza sono  anche degli efficaci antibatterici e conservano queste proprietà  perfino dopo la cottura.

Quindi il peperoncino è molto utilizzato nei paesi a clima caldo per conservare i cibi che diversamente andrebbero a male rapidamente a causa delle alte temperature.

Visto quante proprietà ha questo piccolo, piccante frutto con una personalità così spiccata?

Vale proprio la pena di coltivare il peperoncino per poter avere tutte queste sue proprietà.

 

Conclusione

vari colori di differenti varietà di peperoncinoQuesto post uno dei più lunghi che ho fatto sinora, ha appena sfiorato il mondo complesso, affascinante e piccante di questo piccolo frutto che ha “rubato il cuore” a più di un appassionato.

Mi sono ripromessa di riprendere ed approfondire un argomento cosi intrigante.

Intanto con queste prime indicazioni spero ti abbia fatto venire il desiderio di coltivare il peperoncino anche solo mettendo un  paio di piantine di questo appariscente frutto sul tuo balcone.

Coltivare aromatiche significa anche, per ogni vero appassionato, sperimentare sempre nuove specie e varietà e non c’è niente di meglio che coltivare il peperoncino per potersi sbizzarrire.

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    Un’ultima imperdibile “chicca” riguarda lo zafferano questa spezia millenaria che va così di moda adesso.
    E’ una ricetta rara che pochi conoscono, un segreto quasi perduto che per molto tempo è stato gelosamente custodito.

A questo punto non mi resta che inviarti

un dolce affettuoso saluto da

 

Comments (4)

  1. Maurizio Marzotti 17 luglio 2013
  2. Tomaso Muroni 17 luglio 2013
  3. Domenico Surace 26 luglio 2013
  4. Riccarda Pisano 28 luglio 2013

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